La Polizia di Stato di Messina ha eseguito un decreto di sequestro patrimoniale per un valore complessivo di circa 250.000 euro, emesso dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).
Gli indagati
Il provvedimento coinvolge quattro persone (due uomini e due donne), tutte indagate per associazione mafiosa, peculato ed estorsione aggravata dalle finalità mafiose.
I beni sequestrati
L’operazione ha riguardato: somme di denaro contante; due autovetture; un fondo comune di investimento; quote e beni aziendali di un’impresa di smaltimento rifiuti operativa a Barcellona Pozzo di Gotto, già sottoposta a confisca e amministrazione giudiziaria dal 2011.
Il meccanismo illecito
Gli investigatori hanno ricostruito che, nonostante il sequestro, l’impresa veniva utilizzata dagli indagati o dai loro familiari come veicolo per l’arricchimento illecito. Si ipotizza una strategia per continuare a gestire l’attività criminale e mantenere il potere nella comunità locale, aggirando i vincoli imposti dalla legge. Il provvedimento è il risultato degli accertamenti patrimoniali condotti dalla Squadra Mobile di Messina e dal Commissariato di Barcellona, coordinati dalla DDA.
La famiglia mafiosa barcellonese
La cosiddetta “famiglia barcellonese” è un ramo di Cosa Nostra attivo nella zona tirrenica di Messina, noto anche come “mafia del Longano” per la presenza dell’omonimo fiume. Negli ultimi anni, analoghi provvedimenti hanno colpito esponenti della stessa rete criminale, con sequestri per circa 190.000 euro a luglio 2025 e confische per 65.000 euro nel 2024.
Implicazioni giudiziarie
Il sequestro è di tipo preventivo, finalizzato a una futura confisca definitiva. Il procedimento è ancora in corso e gli indagati possono impugnare il provvedimento, che sarà valutato da un tribunale terzo e imparziale per accertare il legame tra i beni sequestrati e l’attività mafiosa.
Commento
Questo ennesimo colpo patrimoniale conferma la strategia delle forze dell’ordine e della magistratura siciliana: colpire il patrimonio mafioso è tanto importante quanto aggredire le persone e i canali di comunicazione criminale. L’uso prolungato di un’impresa sequestrata per generare profitti illeciti dimostra come i crimini organizzati si evolvano in modo sempre più sofisticato.
Contrastare la mafia oggi significa smascherare la gestione fittizia di aziende sequestrate, bloccare i meccanismi di riciclaggio interno e impedire che dietro una facciata legale si perpetui il controllo mafioso.




