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Manovrina siciliana, rinviati i temi più attesi: via libera agli aumenti per gli amministratori delle ex Province

In Commissione Bilancio passano alcune misure per agricoltura e Consorzi di bonifica, mentre restano in sospeso gli interventi contro il caro-carburanti. Bocciati i fondi proposti per rafforzare la prevenzione degli incendi. L’esame della manovra slitta alla prossima settimana.

La Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana procede tra emendamenti approvati, proposte rinviate e nuove polemiche. Il punto centrale è capire quali misure abbiano già ottenuto il via libera, quali siano state accantonate e quali siano state bocciate. Va precisato che il voto in Commissione è un passaggio dell’iter: le norme dovranno poi affrontare l’esame dell’Aula.

La giornata del 30 settembre si è chiusa con una trentina di emendamenti approvati, per una spesa complessiva indicata in circa 30 milioni di euro. Sono passati, tra gli altri, contributi per le aziende serricole e interventi a favore dei lavoratori dei Consorzi di bonifica. Sono invece rimaste accantonate alcune misure attese da famiglie, imprese e agricoltori.

Il calendario, intanto, si è allungato. La Commissione, che avrebbe dovuto accelerare per concludere l’esame entro venerdì, non ha chiuso i lavori il 1° ottobre: secondo le ricostruzioni pubblicate nella giornata, il confronto proseguirà la prossima settimana. Anche l’approdo della manovrina in Aula, inizialmente previsto per i prossimi giorni, resta quindi legato ai tempi dell’esame.

I temi rinviati: carburanti, cereali e formazione

Tra le proposte accantonate ci sono gli interventi contro il caro-carburanti, a sostegno di famiglie e imprese. Rinviate anche le misure per il settore cerealicolo e quelle per la cosiddetta distillazione di crisi, uno strumento di sostegno alle aziende del comparto vitivinicolo quando le eccedenze o le difficoltà di mercato mettono sotto pressione i produttori.

È stata inoltre rinviata la discussione su un emendamento di Forza Italia da 15 milioni di euro destinato agli enti di formazione professionale penalizzati dai ritardi nell’attivazione o nell’erogazione dei finanziamenti tra il 2016 e il 2018. In questi casi, l’accantonamento significa che la Commissione non ha ancora deciso se approvare o respingere le proposte.

Cinque milioni per le aziende serricole

Tra le misure approvate c’è uno stanziamento di 5 milioni di euro per il 2026 a favore delle aziende serricole che adottano modalità più sostenibili per gestire gli scarti delle coltivazioni. Il contributo potrà coprire l’80 per cento delle spese ammissibili.

Le risorse sono destinate, tra l’altro, all’acquisto di fili, clips e materiali biodegradabili o riciclabili usati per sostenere le piante, al trasporto degli scarti vegetali verso centri autorizzati e all’acquisto di macchinari per triturarli direttamente in azienda.

La misura punta anche a contrastare le cosiddette “fumarole”: roghi illegali di residui agricoli che interessano in particolare alcune aree del Sud-Est siciliano. L’emendamento è stato presentato da Nello Dipasquale, del Partito democratico, e sostenuto anche da Ignazio Abbate, della Democrazia cristiana, e Giuseppe Lombardo, del Mpa.

Più giornate e anzianità per i lavoratori dei Consorzi di bonifica

Via libera anche a due emendamenti proposti da Ignazio Abbate per i lavoratori dei Consorzi di bonifica. Uno aumenta da 156 a 169 le giornate lavorative garantite nel 2026, con una spesa prevista di 600 mila euro. L’altro stanzia un milione per riconoscere gli scatti di anzianità al personale interessato.

Sono misure che riguardano sia le condizioni economiche dei lavoratori sia la disponibilità di personale per le attività dei Consorzi. L’ok della Commissione, tuttavia, non equivale ancora all’entrata in vigore: il testo dovrà completare il suo percorso parlamentare.

Aumentano le indennità nelle ex Province: è polemica

Il voto che ha acceso lo scontro riguarda le indennità dei presidenti e dei consiglieri dei Liberi consorzi, gli enti che in Sicilia hanno preso il posto delle Province. La Commissione Bilancio ha dato un primo via libera a un emendamento di Fratelli d’Italia che collega il compenso dei presidenti a quello del sindaco del Comune capoluogo. La proposta deve ancora essere esaminata dall’Aula.

Secondo i calcoli diffusi dal deputato Pd Nello Dipasquale, l’indennità mensile del presidente del Libero consorzio di Agrigento salirebbe da 4 mila a 9.660 euro; quella di Enna da 3 mila a 9.660 euro; quella di Siracusa da 2.208 a 11 mila euro. Dipasquale ha stimato un costo complessivo vicino ai 370 mila euro al mese, sostenendo che queste risorse potrebbero essere destinate ad altre necessità. Si tratta di una stima attribuita al deputato, mentre l’effetto finanziario effettivo dipenderà dal testo definitivo e dalla sua applicazione.

Contrari gli esponenti del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano, che contestano la scelta di aumentare i costi degli amministratori mentre altre proposte di sostegno vengono fermate per mancanza di risorse. Anche Ismaele La Vardera, di Controcorrente, ha criticato la norma. Nel Pd, il voto ha aperto un confronto interno: secondo le ricostruzioni, alcuni esponenti dem hanno sostenuto la proposta, suscitando le proteste di Dipasquale.

Bocciati i fondi per la prevenzione degli incendi

La Commissione ha respinto due emendamenti della deputata M5S Roberta Schillaci, per un totale di 1,5 milioni di euro, destinati a rafforzare la prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi. Le proposte prevedevano droni con telecamere termiche, sistemi di allerta anticipata basati su previsioni e dati meteorologici, strumenti di sorveglianza delle aree a rischio e risorse per organizzare mezzi e attrezzature del Corpo forestale.

Schillaci ha contestato la bocciatura, richiamando le difficoltà riscontrate durante l’estate: tra gli esempi citati, autobotti ferme per manutenzione nelle Madonie e mezzi del Corpo forestale giudicati troppo vecchi.

La Regione ha replicato ricordando gli acquisti già avviati con fondi esterni alla variazione di bilancio: 84 fuoristrada e 14 pick-up con allestimento antincendio sono stati distribuiti; risultano inoltre firmati i contratti per altri 90 mezzi pesanti e 210 pick-up. La nota regionale annuncia anche nuove assunzioni e l’attivazione entro dicembre di una control room. Sono quindi due piani distinti: da una parte gli emendamenti respinti in Commissione, dall’altra gli interventi che il governo afferma di avere già finanziato o avviato.

Il nodo dei fondi territoriali

La discussione più ampia sulla manovrina riguarda il cosiddetto FIT, il Fondo per le iniziative territoriali, destinato a finanziare interventi nei Comuni. Il fondo è stato descritto in questi giorni con cifre e ipotesi ancora diverse: il suo ammontare e i criteri di assegnazione restano tra i nodi politici da definire.

In parole semplici, la questione è come distribuire le risorse tra interventi scelti dai parlamentari nei territori e procedure aperte alle amministrazioni locali. È su questo capitolo che si concentra una parte rilevante del confronto tra maggioranza e opposizione. La manovrina, che comprende misure per oltre 600 milioni di euro secondo le ricostruzioni diffuse durante l’esame, dovrà essere completata con l’analisi degli emendamenti ancora in discussione.

Il sostegno alle partorienti delle isole minori

Tra le richieste rimaste sul tavolo c’è anche quella di aumentare il contributo per le donne delle isole minori costrette a trasferirsi sulla terraferma per partorire. Dario Safina, insieme agli esponenti locali di Pantelleria e delle Egadi Angelo Casano e Salvatore Tammaro, ha chiesto che l’indennizzo sia di 5 mila euro netti.

Il punto, hanno spiegato, è che la norma attuale prevede un tetto massimo di 5 mila euro, ma l’importo effettivamente erogato può essere più basso: secondo Safina, in media sarebbe di circa 3.500 euro. La richiesta è dunque di rendere il contributo effettivo e certo, perché le spese di trasferimento e permanenza sulla terraferma ricadono sulle famiglie.

La priorità delle scelte

Il confronto sulla manovrina non riguarda soltanto quanto denaro sia disponibile, ma anche quali interventi vengano considerati prioritari. In Commissione sono passate misure per le serre e per i lavoratori dei Consorzi di bonifica; sono stati rinviati gli aiuti contro il caro-carburanti e per altri comparti agricoli; sono state respinte le proposte per rafforzare la prevenzione degli incendi. Nel frattempo, ha ottenuto un primo via libera l’aumento delle indennità nelle ex Province.

Per i cittadini, il quadro è ancora provvisorio: la Commissione non ha concluso l’esame e le norme approvate dovranno arrivare in Aula. Solo alla fine dell’iter si capirà quali proposte diventeranno legge, quanto costeranno e come verranno distribuite le risorse.

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