Il Presidente della Repubblica interviene a sorpresa al termine dei lavori e celebra il valore dell’educazione come leva di libertà e democrazia
Accolto da lunghissimi applausi, dentro e fuori la Cattedrale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato questa mattina a Cefalù per la prima volta nel suo ruolo istituzionale, partecipando al convegno “Mediterraneo Mare di Pace”, promosso dalla Diocesi di Cefalù in collaborazione con la Fondazione Accademia Via Pulchritudinis e il Comune di Cefalù.
Un evento di altissimo profilo culturale e simbolico, ospitato nello scenario unico del Duomo normanno, che ha posto al centro del dibattito il Mediterraneo come spazio di dialogo, storia e convivenza, in un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali.
L’intervento a sorpresa del Capo dello Stato
Pur non previsto dal programma ufficiale, il Presidente Mattarella ha preso la parola al termine del convegno per un intervento di ringraziamento che ha profondamente colpito i presenti.
«Un ringraziamento anzitutto al Vescovo per averci ospitato in questo inarrivabile, ineguagliabile spazio, lo splendido Duomo di Cefalù – ha affermato –. È stato un vero momento di godimento intellettuale. Non riprendo le innumerevoli sollecitazioni emerse, ma le portiamo dentro di noi».
Mattarella ha poi sottolineato come il percorso proposto dalle relazioni abbia intrecciato storia, presente e responsabilità quotidiana, ringraziando la città di Cefalù, la Fondazione, il professor Militello e mons. Piero Valenziano, al quale ha rivolto «un grande abbraccio con riconoscenza per decenni di impegno».
Educazione, diritti e partecipazione: il messaggio del Presidente
In mattinata, in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, il Capo dello Stato aveva già ribadito il valore centrale dell’istruzione nella crescita democratica del Paese.
«L’educazione – ha dichiarato Mattarella – è stata nella vicenda umana un formidabile motore di trasformazione, contribuendo all’affermarsi della dignità delle persone e dei loro diritti».
Riferendosi all’edizione 2026 della Giornata Internazionale dell’Educazione, promossa dalle Nazioni Unite, il Presidente ha evidenziato il ruolo dei giovani come co-creatori di sistemi educativi inclusivi, capaci di renderli protagonisti nella società.
«L’educazione è un diritto umano fondamentale e un bene pubblico – ha concluso –. Una forza che ci rende liberi di pensare, agire, vivere».
Accoglienza istituzionale e doni simbolici
Il Presidente Mattarella è giunto a Cefalù accompagnato dalla figlia Laura ed è stato accolto ai piedi della scalinata del Duomo dal sindaco Daniele Tumminello, dal vescovo mons. Giuseppe Marciante, dall’assessore regionale Francesco Scarpinato, dal prefetto di Palermo Massimo Mariani e dalla vicepresidente dell’ARS Luisa Lantieri. In Cattedrale era presente anche l’arcivescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice.
Prima dell’ingresso in Duomo, al Capo dello Stato sono stati consegnati alcuni doni simbolici: una rielaborazione del volume Architetti di chiese della Fondazione Via Pulchritudinis, una riproduzione del Cristo Pantocratore della Diocesi di Cefalù e un dipinto rappresentativo della città offerto dal Comune.
Il convegno e le voci del dialogo
Ad aprire i lavori sono stati gli interventi di Concetta Militello, vicepresidente della Fondazione, del vescovo Marciante e del sindaco Tumminello. A seguire, il dialogo tra le professoresse Emanuela Prinzivalli, Anna Foa e Micol Forti, moderato da Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000.
Monsignor Marciante ha ricordato il valore inclusivo del Duomo: «Una casa che accoglie tutti», ringraziando il Presidente per l’attenzione costante alle aree interne e per il suo impegno a ravvivare le speranze degli italiani. «In un tempo segnato da venti di guerra – ha aggiunto – siamo chiamati a disarmare le parole e a perseguire il dialogo».
Il sindaco Daniele Tumminello ha sottolineato come la presenza del Capo dello Stato rappresenti «un segno importante per le comunità colpite dalla forza distruttiva della natura», ribadendo l’impegno a risanare, ripartire e ricominciare.




