Una vasta operazione antimafia e antidroga ha colpito all’alba di mercoledì 10 dicembre l’asse criminale tra Campania e Sicilia. Cinquanta persone sono state arrestate o fermate dalla polizia di Palermo – squadra mobile, Sco e commissariato di Brancaccio – nell’ambito di quattro filoni investigativi che hanno disarticolato gruppi attivi nel traffico di droga, nello spaccio e nelle estorsioni riconducibili a Cosa nostra.
In totale sono stati impiegati oltre 250 agenti. Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni, dall’intestazione fittizia di beni al traffico e allo spaccio di stupefacenti.
L’asse Campania-Sicilia del narcotraffico
Due delle quattro inchieste, avviate dalla VII sezione Antidroga e dalla I sezione Criminalità Organizzata della mobile, hanno permesso di ricostruire una rete di approvvigionamento di stupefacenti tra la Campania e Palermo. Le investigazioni, condotte tra ottobre 2022 e agosto 2023, hanno portato all’esecuzione di 25 misure cautelari e al sequestro complessivo di circa 250 chili di hashish e quattro chili di cocaina, con 12 arresti in flagranza.
È emersa l’esistenza di due consorterie collegate. Un gruppo radicato a Palermo, caratterizzato da legami parentali tra affiliati e una struttura operante in Campania, principale fornitrice della droga. Tra gli indagati figurano soggetti vicini a un noto clan camorristico, ritenuti responsabili di aver fatto arrivare ingenti quantitativi di droga nelle province di Palermo e Catania.
Una seconda indagine dell’Antidroga ha invece portato alla scoperta di una cellula palermitana attiva nella vendita di cocaina, hashish e marijuana nel capoluogo e nel Trapanese. Il canale di rifornimento, secondo gli inquirenti, era radicato nel territorio di Mazara del Vallo e coinvolgeva individui già colpiti da misure per associazione mafiosa.
Il mandamento della Noce: lotta interna e nuovi vertici
Il terzo filone riguarda il mandamento mafioso della Noce, con le famiglie di Cruillas-Malaspina e Altarello. L’indagine, coordinata dalla Dda e condotta tra maggio 2023 e oggi, ha ricostruito dinamiche interne e attività illecite del mandamento, portando a 11 decreti di fermo.
Gli investigatori hanno osservato l’emersione di nuove figure dopo l’operazione “Nuovo Corso” di aprile, che aveva creato un vuoto di potere. Oltre ai volti emergenti, sono tornati in scena anche esponenti storici della famiglia mafiosa, tra cui un anziano boss considerato influente per la sua lunga militanza.
È stato individuato anche il presunto attuale reggente, legato da vincoli familiari a un precedente capo ora detenuto. Ricostruite inoltre sei estorsioni, con richieste di pizzo tra 500 e 1.200 euro. Le vittime sarebbero state selezionate tra coloro meno inclini a denunciare.
La rete di Brancaccio: il libro mastro, le piazze di spaccio e il canale Telegram stile “Scarface”
Il quarto capitolo dell’operazione riguarda Brancaccio, dove un’indagine del commissariato – anch’essa sotto la regia della Dda – ha fatto emergere una rete di spaccio particolarmente strutturata. Sono stati disposti 14 fermi. Le investigazioni (giugno 2024 – gennaio 2025) hanno portato al sequestro di 9,2 kg di hashish, 2,5 kg di marijuana e piccole quantità di cocaina, oltre all’arresto in flagranza di 11 persone.
Il gruppo teneva una contabilità dettagliata del traffico, tutti i movimenti economici erano annotati in un “libro mastro” e un fondo cassa per pagare la droga e i compensi agli affiliati. Sono state smantellate due piazze fisiche – allo Sperone e a Bonagia – e una piazza virtuale su Telegram, ritenuta la più frequentata e operante trasversalmente in tutti i quartieri della città.
Per rafforzare l’immagine del gruppo, il profilo del canale riportava la foto di Tony Montana, il personaggio interpretato da Al Pacino in Scarface. Il “servizio” prevedeva anche consegne a domicilio e un sistema di taxi per gli acquirenti.
Elenco dei soggetti coinvolti
In carcere:
Antonino De Luca (55), Girolamo De Luca (37), Giuseppe Focarino (60), Antonino Mercurio (38), Michele Arena (45), Giovanni Bagnasco (36), Vincenzo Bellomonte (49), Ivan Rino Bonaccorso (46), Giuseppe Bronte (31), Gioacchino Di Maggio (43), Vittorio Di Maio (34), Castrese Fruttaldo (57), Pasquale Fruttaldo (48), Salvatore Gnoffo (35), Pietro Mira (33), Giuseppe Rocco (48), Vincenzo Ruffano (68), Agostino Sansone (60), Alessandro Scelta (30).
Ai domiciliari:
Vincenzo D’Angelo (56), Salvatore Castigliola (40), Ignazio Cottone (43), Giuseppe Di Cara (35), Girolamo Federico (54), Ignazio Randazzo (71).
Fermati:
Antonino Augello (49), Giuseppe Bronzollino (20), Onofrio Bronzollino (46), Maria Candura (37), Salvatore Candura (64), Mario Ferrazzano (20), Massimo Ferrazzano (47), Guglielmo Giannone (49), Francesco Lo Monaco (20), Mario Macaluso (42), Antonino Marino (47), Pietro Marino (19), Francesco Oliveri (22), Giuseppe Pitarresi (26), Fausto Seidita (40), Salvatore Peritore (68), Cosimo Semprecondio (57), Calogero Cusimano (64), Pietro Di Napoli (86), Vincenzo Tumminia (55), Paolo Bono (49), Girolamo Quartararo (53), Dario Pietro Bottino (28), Carlo Castagna (46), Benedetto Di Cara (35).




