In vista delle amministrative 2026, lo scontro politico tra centrodestra e Sud Chiama Nord (il movimento legato a Cateno De Luca) si è improvvisamente spostato dal confronto sui programmi ai toni duri e agli attacchi personali. Al centro della polemica c’è infatti Marcello Scurria, candidato sindaco sostenuto dalle principali forze del centrodestra, al quale l’ex sindaco di Taormina e leader di ScN Cateno De Luca ha rivolto una serie di accuse che il candidato ha definito «gravemente false» e per le quali ha annunciato azioni legali.
Centrodestra: solidarietà a Scurria e accusa di “macchina del fango”
I vertici locali delle forze di centrodestra hanno espresso piena e totale solidarietà a Marcello Scurria per le dichiarazioni critiche diffuse da De Luca, giudicate “offensive, prive di fondamento e finalizzate a spostare il dibattito politico su attacchi personali”. Secondo lo schieramento guidato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, tali affermazioni non solo sarebbero false, ma rappresenterebbero un tentativo di “delegittimare l’avversario con un uso strumentale della polemica” e di giocare “la carta del vittimismo”.
Il centrodestra ha altresì dichiarato di approvare la scelta di Scurria di rivolgersi all’autorità giudiziaria per tutela della propria reputazione e professionalità, criticando lo stile comunicativo dell’avversario come “toni sopra le righe che non fanno parte del confronto politico serio”.
La replica di Sud Chiama Nord: nessuna “macchina del fango”, ma confronto politico
La replica è arrivata dal coordinatore cittadino di Sud Chiama Nord, Nino Carreri, che ha definito la solidarietà al candidato del centrodestra “un modo per coprire falsità e vittimismo”. Carreri ha negato categoricamente l’esistenza di attacchi gratuiti, spiegando che ScN e De Luca avrebbero semplicemente risposto con fatti e argomentazioni alle critiche politiche mosse da Scurria e dai suoi sostenitori.
Secondo la replica di ScN, l’uso della querela come risposta politica non risolverebbe le questioni di merito sollevate dai detrattori di Scurria e sarebbe più uno strumento propagandistico che un contributo alla discussione sui problemi della città.
Il cuore della controversia: l’esperienza di Scurria al Risanamento
Lo scontro ha però un nucleo tematico: la gestione del tema Risanamento urbano a Messina e, in particolare, gli eventi legati alla figura di Marcello Scurria come sub-commissario per il risanamento delle baraccopoli. Dal 2025, infatti, Scurria era stato nominato sub-commissario dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani (effettivo anche commissario per il Risanamento), ma l’incarico gli è stato revocato nello stesso anno, con motivazioni legate alla perdita di fiducia e a presunte criticità nella gestione di alcune procedure, tra cui la partecipazione a un’asta giudiziaria che aveva suscitato tensioni operative con il Comune.
Lo stesso provvedimento era stato poi confermato anche dal Tar di Catania, che ha respinto il ricorso amministrativo presentato da Scurria avverso la revoca dell’incarico, ritenendo legittimo il motivo del venir meno del rapporto fiduciario con il commissario.
De Luca e i suoi sostenitori hanno più volte ricordato quel provvedimento come elemento di critica politica verso il profilo e la gestione di Scurria, chiedendo di conoscerne anche i motivi di merito piuttosto che limitarli a una narrazione politica.
Sullo sfondo, l’agenda politica locale
Lo scontro Messina si inserisce in una fase di campagna elettorale particolarmente combattuta, in cui il centrodestra punta a capitalizzare il malcontento verso l’amministrazione uscente guidata dal sindaco Federico Basile, sostenuto da Sud Chiama Nord e da De Luca, mentre gli avversari cercano di mettere in discussione la credibilità e l’esperienza dei candidati del fronte opposto.
La campagna, iniziata ufficialmente da alcune settimane, vede inoltre altri momenti di tensione interna alle forze politiche, con accuse incrociate anche all’interno dello stesso centrodestra su questioni di governance e strategie elettorali.




