La coalizione di centrodestra ha scelto: sarà Marcello Scurria il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di Messina, in programma il 24 e 25 maggio. La decisione è stata assunta unitariamente dai segretari regionali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Grande Sicilia – Mpa e Democrazia Cristiana, riuniti nel vertice regionale del centrodestra.
Secondo quanto dichiarato congiuntamente dai partiti, la candidatura rappresenta «la sintesi di un percorso politico fondato su competenza, visione e concretezza», con l’obiettivo di offrire alla città un’amministrazione «solida e capace di affrontare le sfide future». Nei prossimi giorni sarà convocata una conferenza stampa che segnerà formalmente l’avvio della campagna elettorale.
L’unità della coalizione
A sottolineare il valore politico della scelta è stato Luigi Genovese, esponente del Mpa-Grande Sicilia a Messina ed ex deputato regionale, che ha parlato di «passaggio importante» e di «proposta credibile, autorevole e coesa» da presentare agli elettori.
Grande Sicilia – Mpa, ha spiegato Genovese, ha contribuito «con convinzione» alla costruzione del percorso unitario, nella consapevolezza che Messina abbia bisogno di stabilità amministrativa, programmazione strategica e capacità di governo. Tra le priorità indicate: sviluppo infrastrutturale, rilancio economico, valorizzazione dell’autonomia territoriale, attenzione alle fasce più fragili e rafforzamento della macchina amministrativa.
Il ruolo della Regione
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha confermato come la coalizione si sia espressa all’unanimità sul nome dell’avvocato Scurria. «Gli auguro buona corsa», ha dichiarato, precisando tuttavia che «si tratta di libere elezioni democratiche nelle quali il governo non entra in campo».
Schifani ha inoltre ricordato che, qualora dovessero formalizzarsi le dimissioni dell’attuale sindaco, come previsto dalla legge, la Regione procederà alla nomina di un commissario per garantire la continuità amministrativa fino al voto.
Le parole del governatore segnano una fase di ricomposizione dopo le tensioni politiche dei mesi scorsi, culminate nella revoca dell’incarico di sub commissario a Scurria. Oggi, archiviato il confronto istituzionale, l’ex sub commissario si prepara a una nuova sfida politica con il sostegno compatto dei vertici del centrodestra.
Le polemiche
A sostenere pubblicamente la candidatura è stata anche la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, esponente di Forza Italia, che in un intervento sui social ha definito Scurria «l’unico che può vincere» e ha parlato della necessità di «liberare Messina dalla dittatura e tornare alla democrazia».
Parole che hanno suscitato la dura replica del presidente del Consiglio comunale di Messina, Nello Pergolizzi, esponente di Sud chiama Nord. Pergolizzi ha definito «particolarmente gravi» le espressioni utilizzate, ricordando che l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile è stata legittimamente eletta attraverso un voto libero e democratico.
«Messina non ha bisogno di essere liberata», ha affermato Pergolizzi, sottolineando come il linguaggio istituzionale debba sempre essere improntato a misura e rispetto della volontà popolare. Il presidente del Consiglio comunale ha inoltre evidenziato l’inopportunità che simili dichiarazioni provengano da un esponente del governo nazionale, richiamando il principio della leale collaborazione tra istituzioni.
Verso la campagna elettorale
Con l’investitura ufficiale di Scurria, il centrodestra apre formalmente la fase elettorale in vista delle amministrative di maggio. L’obiettivo dichiarato è presentarsi agli elettori con un progetto unitario di rilancio e sviluppo della città.
Sul fronte opposto, la maggioranza cittadina difende la legittimità del proprio mandato e rivendica il rispetto delle istituzioni democratiche. Il confronto politico, già acceso, è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, in un clima che si preannuncia competitivo e carico di significati politici anche a livello regionale.




