Una notte che poteva trasformarsi in tragedia quella della scorsa notte in pieno centro cittadino. Una Mercedes GLC con a bordo cinque ragazzi tra i 20 e i 23 anni, tutti di Messina, non si sarebbe fermata all’alt intimato dai Carabinieri in via Acqueviole, dando così il via a una dinamica concitata e molto pericolosa. Inseguiti dai militari, i giovani hanno proseguito la marcia fino a perdere il controllo del mezzo, che si è schiantato contro il muro perimetrale della caserma dei Vigili del Fuoco in via Gramsci.

L’impatto è stato violento e ha provocato il ferimento di tutti gli occupanti dell’auto. I soccorsi, immediati, hanno trasferito i ragazzi in ospedale: la giovane donna più gravemente lesa è stata trasportata all’ospedale di Messina, mentre gli altri quattro feriti sono stati ricoverati presso strutture sanitarie di Milazzo. Fortunatamente, al momento, nessuna delle loro condizioni sembra in pericolo di vita.
Il punto centrale: fermarsi all’alt
Se la ricostruzione dei fatti verrà confermata, è doveroso ribadire un concetto spesso dimenticato: il rispetto dell’alt non è un dettaglio, ma un obbligo fondamentale di sicurezza. Non fermarsi significa esporsi – ed esporre gli altri – a rischi enormi e imprevedibili.

In questo contesto, non può e non deve essere messo in discussione l’operato dei Carabinieri, che stavano svolgendo il loro lavoro, come accade ogni notte sulle strade italiane. Il controllo stradale non è una provocazione, ma uno strumento di prevenzione.




