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Mistretta a rischio isolamento: si aggrava il dissesto sulla SS117 e la viabilità alternativa è fragile

Si aggrava di giorno in giorno la situazione lungo la Strada Statale 117 “Centrale Sicula”, in contrada Romei, dove è in atto un preoccupante fenomeno di dissesto idrogeologico che sta compromettendo la stabilità della carreggiata e mettendo a rischio i collegamenti dell’intero territorio.

Il cedimento del piano stradale, già evidente nelle scorse settimane, ha subito un ulteriore peggioramento: la frattura che attraversa longitudinalmente la strada si è ampliata, generando un marcato dislivello tra le due porzioni dell’asfalto. Un segnale chiaro di un possibile movimento franoso in atto nel sottofondo, che continua a evolversi.

Attualmente il traffico è consentito a senso unico alternato, regolato da semaforo, ma la situazione resta in costante monitoraggio. Non si esclude, infatti, che – qualora il cedimento dovesse progredire – si renda necessaria la chiusura totale dell’arteria per ragioni di sicurezza, come già ventilato da Anas.


Un’arteria strategica per i collegamenti interni

La SS117 rappresenta un collegamento fondamentale per il comprensorio dei Nebrodi e, in particolare, per il comune di Mistretta. Una sua eventuale interruzione comporterebbe gravi disagi per la popolazione, incidendo sulla mobilità quotidiana, sui servizi e sulle attività economiche.

Critica, in particolare, la connessione con la Strada Statale 113, principale asse viario della fascia tirrenica. Per chi deve raggiungere Mistretta dalla costa – o viceversa – la chiusura della SS117 significherebbe dover ricorrere a percorsi alternativi più lunghi e complessi, con un sensibile aumento dei tempi di percorrenza e dei rischi legati alla viabilità.


L’alternativa la Sp 173 e la SP 176

L’unico percorso alternativo realmente praticabile è rappresentato dalla Strada Provinciale 173, che attraversa il territorio di Motta d’Affermo, conduce verso Pettineo e si innesta sulla SP176. Tuttavia, anche questa arteria presenta numerose criticità. Da tempo, infatti, si registrano smottamenti frequenti specie nel tratto compreso tra Mistretta e Motta D’Affermo.

Una situazione che rende la SP173 inadatta a sostenere un incremento significativo del traffico, soprattutto in caso di chiusura della SS117.


L’emergenza anche sulla SS113, tra Santo Stefano e Castel di Tusa, complica le cose

A rendere ancora più complesso il quadro è la recente criticità registrata lungo la Strada Statale 113, nei pressi del chilometro 160, tra Santo Stefano di Camastra e Castel di Tusa. In questo tratto, il distacco di materiale roccioso ha invaso la carreggiata, imponendo la chiusura immediata della strada per motivi di sicurezza. L’area, già nota per episodi analoghi, si trova a pochi chilometri dal bivio per Pettineo e Castel di Lucio.

Prima di una possibile riapertura – affermano i tecnici Anas – sarà necessario procedere con le verifiche tecniche sulla stabilità del costone roccioso e interventi di messa in sicurezza dell’area interessata dal distacco


Alternative insufficienti e sicurezza precaria

Le alternative alla SS113 sono rappresentate da strade secondarie e percorsi rurali che, tuttavia, non offrono adeguate garanzie in termini di sicurezza e percorribilità. Si tratta di tracciati stretti e tortuosi privi di manutenzione adeguata e non idonei a sostenere flussi di traffico elevati. In caso di contemporanea criticità sulla SS117 e sulla SS113, il rischio concreto è quello di un isolamento quasi totale del territorio di Mistretta e dei centri limitrofi.


Sanità a rischio: l’ospedale di Mistretta al centro di un bacino più ampio

A rendere ancora più delicato il quadro è il ruolo strategico dell’ospedale di Mistretta, punto di riferimento sanitario non solo per il comprensorio nebroideo occidentale, ma anche per un bacino più ampio di utenza. La struttura accoglie quotidianamente pazienti provenienti dai comuni limitrofi e, grazie alle specialistiche attivate nell’ambito della convenzione tra ASP e Fondazione Giglio di Cefalù, anche utenti extra-territoriali per prestazioni ambulatoriali e interventi specialistici.

Un eventuale isolamento viario metterebbe seriamente a rischio l’accesso alle cure, la tempestività degli interventi sanitari e il regolare afflusso di pazienti e operatori. In un contesto già fragile, le criticità infrastrutturali rischiano quindi di avere ripercussioni dirette anche sul diritto alla salute, amplificando l’emergenza ben oltre il piano della mobilità.

Un territorio fragile che chiede interventi urgenti

Il combinarsi di più situazioni di dissesto lungo le principali arterie stradali evidenzia la fragilità del territorio e la necessità di interventi strutturali non più rinviabili. Il rischio non riguarda soltanto la mobilità, ma investe direttamente la sicurezza dei cittadini, la continuità dei servizi essenziali e la tenuta economica e sociale dell’area.

Serve un’azione tempestiva e coordinata da parte degli enti competenti per monitorare l’evoluzione del fenomeno, mettere in sicurezza le infrastrutture e garantire collegamenti affidabili. Nel frattempo, cresce la preoccupazione tra i residenti, che vedono avvicinarsi concretamente lo spettro dell’isolamento.

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