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Mistretta blindata per l’inaugurazione dell’Ufficio Postale: quando la sicurezza diventa spettacolo

Stamattina, passando davanti all’ufficio postale di Mistretta, qualcuno avrà pensato di essere finito sul set di una puntata speciale di cronaca nera. Mancava solo l’elicottero in sorvolo e il nastro giallo a delimitare la scena. Vigili urbani, Carabinieri, Polizia di Stato: un dispiegamento degno di un’operazione antimafia.

E invece no. Nessuna rapina spettacolare come quelle che, ultimamente, fanno “curriculum” in certe zone della Puglia. Nessun assalto con armi spianate. Nessuna banda in fuga. Solo un’inaugurazione: il nuovo ufficio postale, fresco di ristrutturazione, pronto a servire un paese di poco più di quattromila anime.

Sia chiaro: inaugurare uno spazio pubblico rinnovato è cosa buona e giusta. Un ufficio postale efficiente rappresenta un presidio di comunità, soprattutto nei piccoli centri. In un tempo in cui tutto si chiude, si accorpa, si digitalizza fino quasi a scomparire, mantenere servizi sul territorio è quasi un atto rivoluzionario. Ma qui il punto non è l’ufficio. È la scenografia. È ciò che hanno percepito stamattina i cittadini ignari dell’inaugurazione, sorpresi da sirene e divise senza comprenderne il motivo.

A rendere il quadro imponente, la presenza di un esponente politico accompagnato da una scorta di secondo livello. È verosimile che l’intero apparato di sicurezza sia stato predisposto proprio per garantire la tutela dell’ospite istituzionale. Nulla di illegittimo, tutto regolare, sia chiaro: la sicurezza personale è un diritto e un dovere dello Stato. Ma resta la sensazione che l’evento sia stato costruito attorno alla protezione, più che attorno al servizio da inaugurare.

«Se ci fosse stata davvero una rapina, probabilmente avremmo visto meno forze dell’ordine», ha commentato ironicamente un cittadino, infastidito per la chiusura di via Verga.

Il punto non è la presenza degli agenti — legittima — ma la sproporzione. Più che garantire sicurezza, si è avuta l’impressione di volerla esibire: strade chiuse e un dispiegamento tale da evocare un’emergenza, non un’inaugurazione. Una rappresentazione che, invece di rassicurare, ha fatto pensare all’assalto all’Ufficio postale dei fratelli Dalton.

Non è sensazionalismo sottolinearlo. È una constatazione. Oggi a fare notizia non è stata l’inaugurazione — che pure meritava attenzione — ma l’apparato di sicurezza: le sirene, il tratto di strada chiuso, le auto di Carabinieri e Polizia, i vigili urbani. E le continue telefonate alla nostra redazione di persone ignare: “Va’ viri, ca forsi rapinaru a Posta”.

L’ufficio postale rinnovato, che avrebbe dovuto essere il protagonista della giornata, è passato in secondo piano. L’attenzione della gente si è concentrata sulle divise, non sui servizi; sulla scorta, non sul presidio di comunità; sulla sicurezza, non sull’inaugurazione.

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