Turismo sostenibile, valorizzazione dei borghi, artigianato e cooperazione tra territori. Sono stati questi i temi al centro del convegno dal titolo “Un processo di aggregazione funzionale per lo sviluppo socio-economico del territorio delle Madonie e dei Nebrodi occidentali”, che si è svolto nella mattinata odierna al Palazzo Mastrogiovanni-Tasca di Mistretta.
L’iniziativa
L’iniziativa, promossa dal Rotary Distretto 2110 insieme ai Rotary club del territorio e con il patrocinio della Regione Siciliana – Presidenza, ha riunito amministratori locali, studiosi, rappresentanti istituzionali e operatori economici con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso di sviluppo per le aree interne della Sicilia settentrionale.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza dei partecipanti e l’onore alle bandiere, seguiti dagli indirizzi di saluto istituzionali. Sono intervenuti Giulio Settimo Franchina, presidente del Rotary Club Sant’Agata di Militello – Parco delle Madonie, Sebastiano Sanzarello, sindaco di Mistretta, e Giuseppe Scisclafani, componente dello staff distrettuale del Rotary in rappresentanza del Governatore.
Gli intervenuti
Ad aprire ufficialmente i lavori sono stati Gaetano Lo Cicero, presidente del Rotary Club Palermo Nord, e Alessandro Torre, presidente del Rotary Club Satellite Palermo Nord – Parco delle Madonie. Il coordinamento della giornata è stato affidato a Teodoro Vega, presidente della Commissione distrettuale Rotary al servizio dello sviluppo sostenibile, mentre il dibattito è stato moderato da Vincenzo Marguglio del Rotary Club Satellite Palermo Nord – Parco delle Madonie.
La relazione introduttiva è stata affidata al professor Antonino Purpura, docente di Economia applicata all’Università di Palermo, che ha illustrato un modello di integrazione territoriale tra le Valli dell’Halaesa e del Serravalle e l’area della Via del Grano, sottolineando la necessità di superare la frammentazione amministrativa e di costruire strategie condivise tra i comuni.
Ampio spazio è stato dedicato agli interventi degli amministratori e dei rappresentanti degli enti territoriali. Angelo Tudisca, sindaco di Tusa, ha parlato di turismo archeologico e della valorizzazione delle risorse culturali locali. Francesco Re, sindaco di Santo Stefano di Camastra, ha evidenziato il ruolo dell’artigianato artistico e dello sviluppo del turismo esperienziale. Sebastiano Adamo, sindaco di Motta d’Affermo, ha posto l’accento sul turismo lento e sul modello del paese-albergo come opportunità per i piccoli centri.
Tra i contributi più attesi anche quelli di Mario Cicero, presidente del GAL Madonie, che ha affrontato il tema delle aree rurali e del ripopolamento dei territori, e di Alessandro Ficile, presidente di SO.SVI.MA., che ha illustrato le strategie di sviluppo e i processi aggregativi in ambito turistico nelle Madonie. A chiudere il quadro degli interventi programmati è stato Pier Calogero D’Anna, presidente del Consorzio Turistico Cefalù-Madonie, con una riflessione sulle opportunità di promozione integrata del territorio.

La volontà di rafforzare la collaborazione tra Madonie e Nebrodi
Il convegno si è concluso con una sessione di riflessioni finali dedicata alle prospettive future. Dal confronto è emersa la volontà di rafforzare la collaborazione tra Madonie e Nebrodi occidentali, puntando su una visione comune capace di valorizzare patrimonio culturale, paesaggi, produzioni locali e identità dei borghi.
Un percorso che, secondo gli organizzatori, può trasformare le potenzialità delle aree interne in nuove opportunità di crescita economica e sociale, mettendo in rete istituzioni, università e sistema produttivo locale.




