Ancora un allarme truffe nei Nebrodi, ancora anziani presi di mira con il collaudato e odioso sistema del “finto carabiniere”. Un 32enne originario della provincia di Catania è stato fermato dai militari della Compagnia Carabinieri di Mistretta al termine di una serrata attività di controllo avviata dopo diverse di segnalazioni arrivate ai centralini delle forze dell’ordine tra Pettineo, Mistretta e i centri limitrofi.
L’operazione- dalle informazioni in nostro possesso – si è conclusa nella tarda mattinata di ieri, sabato 9 maggio, nei pressi dello slargo antistante la chiesa del Rosario, dove i veri carabinieri sono riusciti a intercettare il sospettato, ritenuto gravemente indiziato di aver tentato di mettere a segno la classica truffa telefonica ai danni di persone anziane.
Il caso accaduto a Mistretta
Nel corso della mattinata, una 63enne di Mistretta aveva ricevuto la telefonata di una persona, qualificatasi come “Carabiniere”, che le riferiva che la figlia era stata coinvolta in un grave incidente stradale e, per tale motivo aveva bisogno di una ingente somma di denaro per far fronte alle spese legali e risarcimenti per i danni. Poco dopo un individuo si presentava presso la sua abitazione, convincendo l’anziana signora, con artifizi e raggiri a consegnargli denaro in contanti e monili in oro per un valore complessivo di circa 10.000 euro.
Subito dopo il marito della signora, insospettito da quanto accaduto ha avvisato il figlio che a sua volta ha contattato i Carabinieri di Mistretta che hanno attivato tempestivamente – come sempre avviene in situazioni di questo tipo – un apposito dispositivo impiegando diverse pattuglie che sono intervenute nella zona in cui viveva la signora, riuscendo ad individuare e bloccare il 32enne esecutore della truffa, che aveva in mano un sacchetto contenente 5000 euro in contanti e vari monili in oro, sottratti alla 63enne, prontamente recuperati dai Militari dell’Arma.
Il copione della truffa: paura e richieste di denaro
Il copione sarebbe stato sempre lo stesso: una telefonata improvvisa, una voce autoritaria che si presentava come maresciallo dei carabinieri e la notizia choc di un familiare coinvolto in un grave incidente stradale oppure implicato in una rapina con un’auto intestata a parenti della vittima. Da lì la richiesta urgente di denaro per “risolvere” la situazione ed evitare conseguenze giudiziarie.
I dubbi dei cittadini e i dettagli inquietanti
Una tecnica purtroppo nota, ma ancora terribilmente efficace perché costruita facendo leva sulla paura, sull’emotività e sul senso di protezione verso figli e nipoti. In diversi casi, riferiscono alcune delle persone contattate, il truffatore mostrava persino dettagli e riferimenti legati alla sfera familiare delle vittime, elementi che hanno contribuito a rendere il raggiro ancora più credibile e inquietante.
Il fermo e il trasferimento in carcere
I carabinieri della Compagnia di Mistretta, coordinati in un’immediata attività di monitoraggio del territorio, hanno avviato controlli fino a individuare il sospettato. L’uomo, residente a Gravina di Catania, è stato fermato e, dopo le formalità di rito e su disposizione del magistrato di turno, tradotto presso la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Qualche mese fa un caso analogo
L’episodio richiama quanto accaduto appena poche settimane fa tra Pettineo e Castel di Lucio, dove un’altra anziana era stata raggirata con lo stesso sistema. In quell’occasione il truffatore, un 35enne anch’egli del catanese, era riuscito a farsi consegnare denaro e gioielli prima di tentare la fuga verso l’entroterra. Anche allora il tempestivo intervento dei carabinieri di Castel di Lucio aveva consentito di bloccare il sospettato e recuperare l’intera refurtiva.
Un fenomeno sempre più diffuso
Cresce la preoccupazione per un fenomeno sempre più aggressivo e organizzato. Le forze dell’ordine continuano a raccomandare la massima prudenza, ricordando che nessun appartenente all’Arma o ad altre istituzioni chiederà mai denaro, gioielli o pagamenti urgenti per risolvere vicende giudiziarie o incidenti.
L’invito rivolto soprattutto agli anziani e alle loro famiglie è quello di interrompere immediatamente qualsiasi conversazione sospetta e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. Perché dietro una semplice telefonata può nascondersi una trappola studiata nei minimi dettagli.




