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Mistretta, effettuato il sopralluogo del Ministero della Giustizia: cresce la speranza per il nuovo istituto penitenziario

Un passo concreto verso la possibile realizzazione del nuovo istituto penitenziario di Mistretta.
Si è svolto oggi il sopralluogo dell’architetto Francesco Giacomo Santoro, inviato dal Ministero della Giustizia e incaricato di valutare la fattibilità tecnica dell’intervento proposto dal Comune amastratino per la costruzione della struttura in contrada Neviera.

L’architetto Santoro, tecnico del Dicastero, ha effettuato un’attenta ricognizione dell’area individuata, analizzando morfologia, esposizione, accessibilità e disponibilità degli spazi, con l’obiettivo di verificare se il sito risponda ai requisiti tecnici e logistici richiesti per un’opera di tale portata.
Il sopralluogo si inserisce nel percorso avviato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), che nei mesi scorsi aveva mostrato un rinnovato interesse verso la proposta del Comune di Mistretta, rimasta finora ai margini del Piano Carceri 2025-2027.

Il sindaco Sanzarello: “Un segnale importante, siamo fiduciosi”

A commentare l’esito della visita è stato il sindaco Tatà Sanzarello, presente sul posto insieme ai tecnici comunali e ai rappresentanti dell’amministrazione:

“L’arrivo dell’architetto Santoro è un segnale concreto che qualcosa si sta muovendo. Dopo mesi di attesa, vedere un incaricato del Ministero qui a Mistretta ci riempie di fiducia. Abbiamo messo a disposizione un’area di 100.000 metri quadrati, già pronta sotto il profilo urbanistico e accessibile, e siamo convinti che le condizioni tecniche siano ottimali. Ora attendiamo con speranza la relazione ufficiale, certi che la nostra proposta meriti attenzione.

Mistretta rappresenta una scelta strategica anche per una serie di motivi oggettivi – ha rappresentato il primo cittadino di Mistretta nel corso del sopralluogo al tecnico del Ministero. – La nostra città gode di una posizione centrale rispetto al resto della Sicilia, facilmente raggiungibile grazie alla strada statale 117 che la attraversa. Inoltre, possiamo contare su un solido supporto sanitario, garantito dall’ospedale Santissimo Salvatore, in costante crescita grazie alla collaborazione con l’Istituto Maugeri e il Giglio di Cefalù.

Altro punto di forza è la vicinanza ai serbatoi comunali, che assicurerebbero all’istituto una fornitura d’acqua continua e illimitata tutto l’anno, anche in caso di guasti. Senza dimenticare la presenza sul territorio di due elisuperfici, dei servizi di emergenza, come Vigili del Fuoco, 118 e Protezione Civile che garantiscono un livello di sicurezza e assistenza immediata. Tutti elementi che rendono Mistretta un luogo ideale per ospitare una struttura penitenziaria moderna, efficiente e sicura.”

Un progetto strategico per il futuro del territorio

L’idea di realizzare un nuovo carcere a Mistretta nasce diversi anni fa grazie all’impegno delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo, ma è stata l’attuale giunta a rilanciare con forza la proposta.
L’obiettivo è duplice: contribuire a ridurre il sovraffollamento carcerario nazionale e, al tempo stesso, offrire al territorio dei Nebrodi un’opportunità di sviluppo economico e occupazionale.

La costruzione dell’istituto, infatti, comporterebbe centinaia di nuovi posti di lavoro, tra personale penitenziario, operatori amministrativi e servizi collaterali, ridando slancio a un’area che negli ultimi anni ha sofferto il progressivo arretramento di uffici pubblici e funzioni istituzionali.

Verso una possibile rinascita

Il sopralluogo di oggi non sancisce ancora una decisione definitiva, ma rappresenta un passaggio fondamentale: la valutazione tecnica dell’architetto Santoro costituirà la base per le successive determinazioni del Ministero. Per la comunità amastratina, tuttavia, è già un motivo di ottimismo.

“Siamo consapevoli – ha concluso Sanzarello – che il percorso sarà lungo, ma il fatto che il Ministero guardi a Mistretta con rinnovato interesse ci incoraggia. È una sfida che può cambiare il destino della nostra città.”

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