Quando la notizia dà fastidio più del fatto
C’è un paradosso antico quanto il giornalismo: tutti si sentono giudici del lavoro dei cronisti, nessuno si prende la responsabilità di raccontare i fatti. A Mistretta, in questi giorni, non si parla d’altro che di un articolo uscito su Quadro Chiaro. Un pezzo che mette nero su bianco un dato di fatto: l’esperto del sindaco Tatà Sanzarello, il geometra Giuseppe Di Natale, è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina per induzione indebita aggravata dall’aggravante mafiosa.
La notizia – vera, documentata, di interesse pubblico – non è stata accolta con la normale preoccupazione che ci si aspetterebbe da un’amministrazione trasparente. No. La reazione di alcuni amministratori è stata di irritazione: “Non era opportuno fare l’articolo” (Perché adesso qualche amministratore pensa di sapere cosa un giornalista debba o non debba scrivere. Cosa sia opportuno mostrare al pubblico e cosa, invece, convenga tacere). Non un accenno alla gravità dell’inchiesta, non una riflessione sulla delicatezza del ruolo ricoperto da Di Natale in Comune. Solo fastidio. Fastidio perché i giornali non hanno girato la testa dall’altra parte.
Un passato che pesa
Vale la pena ricordarlo: Mistretta non è un comune qualunque. Solo pochi anni fa è stato commissariato per 30 mesi a causa di presunte infiltrazioni mafiose. Un fatto che dovrebbe rendere chi amministra oggi ancora più prudente nella scelta dei collaboratori. Invece, ad oggi, non risulta alcuna determina sindacale che revochi l’incarico conferito a Di Natale con la determina n. 13 del 9 maggio scorso. Incarico formalmente “a titolo gratuito”, ma con un rimborso spese che, come si evince dalla Determina dirigenziale del 149 del 21 luglio scorso, supera i mille euro al mese per – secondo fonti interne al municipio – appena due giorni di collaborazione a settimana. O costa assai la benzina a Novara di Sicilia o chistu (il geometra in questione) è “nu scienziatu”.
La notizia che non si voleva leggere
Perché l’articolo sul fatto che Di Natale fosse l’esperto del sindaco di Mistretta è stato pubblicato? La risposta è semplice: perché è notizia. Perché riguarda un personaggio nominato dall’attuale sindaco come esperto tecnico, lo stesso che oggi compare al centro di un’inchiesta della DDA di Messina su un presunto giro di tangenti e appalti pilotati a Mazzarrà Sant’Andrea.
Secondo l’accusa, Di Natale avrebbe fatto da tramite per garantire al sindaco di Mazzarrà e al suo entourage flussi di denaro in cambio di appalti pubblici. Dichiarazioni, quelle dell’imprenditore Antonino Giardina, che hanno già innescato perquisizioni e sequestri. Una vicenda giudiziaria che scuote non solo Mazzarrà ma anche Mistretta, dove lo stesso Di Natale continua a ricoprire un ruolo di fiducia accanto al sindaco Sanzarello.
Perché quest’altro articolo su un argomento che “Quadro chiaro” aveva trattato appena 2 giorni fa? Semplice, per il mugugno di qualche amministratore che ritiene di sapere ciò che è opportuno o non opportuno che i giornalisti scrivano, dal quale n’é nata una polemica
Il giornalista, prima di scrivere, si pone una sola domanda: “Questa notizia ha interesse collettivo?”. Se la risposta è sì, allora va pubblicata. Punto. Non importa se urta la sensibilità di qualcuno, se mette in cattiva luce un soggetto, se rompe equilibri di comodo. Il giornalismo non è addomesticare la realtà: è metterla davanti agli occhi di tutti.
Il vero punto: trasparenza o silenzi?
Qui non si tratta di processi mediatici, né di condanne anticipate. La giustizia farà il suo corso e spetterà ai tribunali stabilire responsabilità e innocenze. Tuttavia, una volta entrati nel merito della questione, resta un interrogativo cruciale: è legittimo che un soggetto indagato in un’inchiesta antimafia resti consulente di un sindaco di un Comune già commissariato per presunte infiltrazioni mafiose?
Questo è il cuore della questione, quello che un giornalista ha il dovere di raccontare e che un amministratore dovrebbe affrontare con risposte chiare, non con mugugni o accuse alla stampa nei sodalizi o nei bar.
Il compito del giornalismo non è proteggere la sensibilità di chi governa (quello lo lasciamo a chi è lì ad elemosinare qualche incarico) ma mettere davanti agli occhi dei cittadini ciò che accade, soprattutto quando riguarda denaro pubblico, incarichi fiduciari e possibili zone grigie. A Mistretta, oggi, il problema non è che la notizia sia stata scritta: il problema è che la notizia esiste. E allora la vera domanda non è “perché il giornale lo ha detto?”. La vera domanda è: perché l’amministrazione continua a far finta di niente?




