A Mistretta si riaccende l’attenzione su uno dei simboli più identitari della tradizione dolciaria locale: la Pasta Reale. In questi giorni il dott. Riccardo Zingone ha formalizzato al Sindaco del Comune di Mistretta, dott. Sebastiano Sanzarello, la richiesta di avvio del procedimento per l’inserimento della “Pasta Reale di Mistretta” nell’elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), ai sensi della normativa vigente.
Un patrimonio identitario della comunità
La Pasta Reale rappresenta una delle espressioni più autentiche della cultura gastronomica amastratina e dell’area dei Nebrodi. Preparata con mandorle finemente tritate e lavorate artigianalmente fino a ottenere un impasto compatto e oleoso, essa costituisce la base di numerose specialità: dalla pasta reale cotta o cruda all’agnello pasquale, fino alla celebre frutta martorana.
La lavorazione, tramandata di generazione in generazione, custodisce saperi e tecniche che variano da produttore a produttore, rendendo ogni interpretazione unica pur nel rispetto di una tradizione condivisa. Proprio questa trasmissione familiare e artigianale, mai completamente svelata nei suoi “segreti”, contribuisce a preservarne l’esclusività e il valore culturale.
La richiesta di avvio del procedimento
Nella sua istanza ufficiale, Zingone sottolinea come la Pasta Reale di Mistretta non sia soltanto un prodotto dolciario, ma un elemento identitario radicato nella memoria collettiva della comunità. La richiesta mira a tutelarne le caratteristiche originarie in un contesto in cui, negli ultimi anni, il prodotto ha conosciuto reinterpretazioni e commercializzazioni anche in altri Comuni, con il rischio di alterarne peculiarità e riconoscibilità.
L’inserimento nell’elenco regionale dei PAT rappresenterebbe un primo, significativo riconoscimento istituzionale, volto a formalizzare le caratteristiche storiche e produttive del dolce attraverso un disciplinare condiviso e una documentazione tecnico-storica adeguata.
Zingone ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a collaborare attivamente alla predisposizione del materiale necessario, coinvolgendo studiosi, artigiani e operatori del settore.
Il sostegno e il precedente del Regolamento De.Co.
La proposta ha subito acceso il confronto sui social, raccogliendo il sostegno di cittadini e rappresentanti istituzionali. Tra gli interventi più significativi, quello del dott. Salvatore Antoci, che ha ricordato come già nel 2012, da Consigliere Comunale, avesse proposto l’adozione del Regolamento De.Co. (Denominazione Comunale di Origine) per i prodotti tipici, con particolare riferimento proprio alla Pasta Reale.
Il regolamento, approvato dalla Giunta nel 2014 e nuovamente nel 2015, nonché successivamente dal Consiglio Comunale, prevedeva anche un logo identificativo in cui era raffigurata la Pasta Reale. Tuttavia, pur essendo stato pubblicato all’albo pretorio, non ha mai trovato concreta applicazione, rimanendo di fatto inattuato.
Antoci propone oggi di ripartire proprio da quel Regolamento De.Co., nelle more dell’iter per il riconoscimento come Prodotto Agroalimentare Tradizionale, così da dotare il Comune di uno strumento immediato di tutela e valorizzazione.
Un percorso condiviso per il futuro
La prospettiva indicata da Zingone guarda anche oltre il riconoscimento PAT, ipotizzando in futuro un percorso verso l’IGP, che richiederebbe un lavoro ancora più strutturato in termini di disciplinare, tracciabilità e promozione.
Al di là degli aspetti tecnici, il dibattito che si è sviluppato in città evidenzia un dato significativo: la Pasta Reale non è soltanto un dolce, ma un simbolo collettivo attorno al quale si riconosce un’intera comunità. La tutela delle produzioni tradizionali, infatti, non riguarda esclusivamente l’economia o il marketing territoriale, ma la salvaguardia della storia, dell’identità e del senso di appartenenza.
Ora la parola passa all’Amministrazione comunale, chiamata a valutare l’avvio dell’iter e a coordinare un lavoro che richiederà ricerca storica, confronto con i produttori e definizione di un disciplinare capace di coniugare autenticità e apertura al futuro. La discussione è aperta, ma un punto appare condiviso: la Pasta Reale di Mistretta merita un riconoscimento ufficiale che ne sancisca il valore e ne custodisca l’anima più autentica.




