Passeggiando tra le vie del centro storico di Mistretta, non si può non notare quei totem multimediali, oggi ridotti a scatoloni spenti e impolverati, testimoni silenziosi di uno dei più evidenti fallimenti amministrativi della storia recente della cittadina. I 28 totem, istallati nel centro storico di Mistretta, dovevano essere strumenti moderni per la valorizzazione turistica e culturale del borgo: touchscreen informativi, contenuti multimediali, mappe interattive. Invece, non hanno mai funzionato un solo giorno, se non durante un collaudo formale, utile forse solo a certificare pagamenti e concludere atti amministrativi.
367 mila euro spesi per nulla
Il progetto, finanziato con fondi regionali per 367 mila di euro, è stato presentato anni fa come parte di una visione turistica ambiziosa. Oggi è un’opera incompiuta pagata per intero, con tanto di verbali di regolare esecuzione, collaudi e certificazioni. Eppure, quei dispositivi non si sono mai accesi. A nulla sono serviti i 5.000 euro aggiuntivi per gruppi di continuità (UPS) acquistati per sopperire agli “sbalzi di corrente”, né le successive spese per consulenze e incarichi tecnici.
Oltre il danno, la beffa: nessuno ha mai spiegato ufficialmente alla cittadinanza le ragioni di tale disastro. Una commissione d’indagine consiliare era stata promessa, ma non ha prodotto alcun documento pubblico, né sono mai emerse responsabilità chiare. L’impresa esecutrice è stata pagata, il progetto è stato chiuso, e la città si è tenuta i suoi totem… spenti.
Chi pagherà? Probabilmente nessuno
La domanda, di tanto in tanto, riecheggia nei bar, tra gli anziani in piazza è sempre la stessa: “Chi ha sbagliato?”
Ma anche la risposta è sempre la stessa: “Nessuno”. Nessun dirigente è stato sanzionato. Nessun funzionario o amministratore ha pagato per l’investimento pubblico inutile e abbandonato. I soldi, come spesso accade nella peggiore burocrazia italiana, sono evaporati nei rivoli del “tutto a posto sulla carta”.
Nel frattempo, i dispositivi continuano a deturpare il paesaggio urbano, dimenticati ma ancora lì, come cicatrici che nessuno vuole vedere, ma che tutti osservano con indignazione.
L’amministrazione attuale: attenta alla forma, cieca sul contenuto
L’attuale amministrazione comunale, che pare avere intenzione di rilanciare l’immagine del borgo, non ha però mai avuto il coraggio di affrontare l’imbarazzante presenza dei totem, né tantomeno di rimuoverli. Eppure, è chiaro a tutti che quei dispositivi non solo non servono, ma rappresentano l’opposto della promozione turistica: un deterrente visivo, un insulto al decoro urbano e una ferita aperta nella memoria pubblica.
Non si capisce perché non vengano eliminati, almeno per salvare l’occhio dei cittadini e dei (pochi) turisti che ancora visitano il centro. Ma forse è proprio questo il problema: rimuoverli significherebbe riconoscere un fallimento clamoroso. E a Mistretta, come altrove, sbagliare con i soldi pubblici non è mai un reato. È solo la normalità.
Totem sono muti, ma parlano alla memoria e alle coscienze. Per chi ce l’ha la coscienza
Quei totem, oggi spenti, parlano più di mille documenti ufficiali, raccontano una verità che nessuna amministrazione oserà mai affrontare: quella di una politica che spende senza pianificare, progetta senza responsabilità e abbandona senza vergogna. Messaggio per il Sindaco Sanzarello: Finché quegli scatoloni di ferro rimarranno lì, saranno il monumento più sincero di Mistretta: non alla cultura, ma allo spreco.




