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Mistretta, truffa del finto incidente: due ore di telefonate e 3 mila euro consegnati. Fallisce un secondo tentativo

Due ore di telefonate, la paura per il figlio e alla fine la consegna del denaro. È lo schema della cosiddetta truffa del finto incidente quello che ha colpito lo scorso venerdì una donna di Mistretta, raggirata da una banda che ha fatto leva sull’ansia e sull’urgenza per convincerla a consegnare i soldi.

La prima telefonata arriva intorno alle 10.30. Un uomo, con tono formale, si presenta come un avvocato e informa la donna che il figlio sarebbe rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Nel racconto fatto al telefono si parla di una bambina e della madre che sarebbero rimaste ferite. Poco dopo la conversazione passa a un secondo interlocutore che dice di essere un maresciallo dei carabinieri. Il messaggio è chiaro: il figlio rischia l’arresto immediato. Per evitare il provvedimento – spiegano – sarebbe necessario versare una cauzione di 20 mila euro.

Da quel momento la donna viene tenuta al telefono senza interruzioni. I due uomini si alternano nella conversazione, insistono sulla gravità della situazione e sulla necessità di intervenire subito. Una pressione continua che di fatto impedisce alla vittima di contattare familiari o verificare quanto stia accadendo. In quelle ore, tra l’altro, il figlio non si trova a casa. Si è recato a Bagheria per andare a prendere una zia che sta uscendo dall’ospedale. L’impossibilità di mettersi in contatto con lui rende la storia ancora più credibile agli occhi della madre.

Intorno alle 12.15 alla porta dell’abitazione si presenta un uomo in abiti civili. Anche lui si qualifica come maresciallo e dice di essere stato incaricato di ritirare il denaro necessario alla cauzione. La donna, convinta di dover intervenire per evitare conseguenze al figlio, consegna tutto il contante che ha in casa: circa 3 mila euro. Il truffatore chiede anche se siano presenti oro o gioielli, ma la risposta è negativa.

Poco dopo l’uomo si allontana facendo perdere le proprie tracce. Solo in seguito, riuscendo a contattare i familiari, la donna scopre che l’incidente non è mai avvenuto e che il figlio non è stato coinvolto in alcun episodio.

Sul caso sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri della Stazione di Mistretta per ricostruire con precisione quanto accaduto e risalire agli autori della truffa, un raggiro che negli ultimi anni ha colpito soprattutto persone anziane e che segue uno schema ormai consolidato: creare una situazione di emergenza e spingere la vittima ad agire in fretta, senza il tempo di verificare.


Secondo tentativo di truffa nella stessa mattinata

Nella stessa mattinata di venerdì 13 marzo, sempre a Mistretta, un altro episodio molto simile ha rischiato di trasformarsi in una seconda truffa, ma in questo caso il raggiro non è andato a segno solo per puro caso. A ricevere la telefonata è stata un’anziana di 89 anni. Anche in questo caso, dall’altra parte della cornetta qualcuno si è qualificato come appartenente ai carabinieri e ha raccontato che il nipote della donna era rimasto coinvolto in un incidente in autostrada.

La coincidenza, però, rende la situazione particolarmente delicata: il nipote, infatti, si trovava davvero in viaggio. Appena mezz’ora prima aveva telefonato alla nonna per dirle che era partito dalla Toscana e che si trovava già in autostrada, spiegandole che sarebbe arrivato a casa soltanto in tarda serata.

Questo dettaglio rende la storia raccontata dai truffatori improvvisamente plausibile. L’anziana racconta di aver sentito parlare più volte in televisione di questo tipo di truffe. Ciò nonostante entra comprensibilmente nel panico: la mente corre al nipore realmente in viaggio, alla strada, alla possibilità che qualcosa sia davvero accaduto. In forte apprensione, però, la donna, istintivamente abbassa la cornetta del telefono fisso e prende prende il cellulare per chiamare la figlia per informarla di quanto accaduto.

È proprio quella telefonata a evitare il peggio. In pochi minuti la situazione viene chiarita: il nipote sta bene e continua il suo viaggio senza alcun problema. Solo allora diventa evidente che si trattava dell’ennesimo tentativo di raggiro. Un altro episodio che mostra quanto questi truffatori facciano leva su coincidenze, suggestioni e stati emotivi per colpire le vittime, ma che allo stesso tempo dimostra come una semplice verifica con un familiare, quando si ha la lucidità per poterla fare, possa essere sufficiente a smascherare il tentativo di truffa prima che si trasformi in un danno economico, ma anche psicologico.

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