Un’inchiesta complessa e articolata, coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti e condotta dalla Guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello, ha acceso i riflettori su un presunto sistema fraudolento costruito attorno ai benefici fiscali del Superbonus 110%. Al centro delle indagini, che hanno portato alla denuncia di undici persone e al sequestro preventivo di beni per oltre 1,6 milioni di euro, ci sono fatture ritenute false, cessioni di crediti “fantasma” e cantieri che, secondo l’accusa, sarebbero rimasti in gran parte sulla carta.
Il meccanismo ricostruito dagli inquirenti si sarebbe sviluppato tra i comuni di Mistretta e Tusa, con epicentro in alcuni interventi edilizi mai effettivamente portati a compimento. Secondo la ricostruzione accusatoria, le operazioni avrebbero consentito la creazione di circa 950 mila euro di crediti d’imposta, monetizzati poi attraverso cessioni a terzi. La figura centrale dell’inchiesta sarebbe quella del commercialista Michele Nigrelli, già noto alle cronache giudiziarie per precedenti vicende di natura patrimoniale e societaria.
In questo contesto investigativo compare anche il nome di Serafino Nucera, indicato come committente dei lavori edili avviati dalla società esecutrice SIC Srl. A suo carico, l’accusa ipotizza la percezione indebita di oltre 390 mila euro di crediti fiscali generati tramite fatture relative a lavori ritenuti inesistenti. Tuttavia, la difesa ribalta completamente la prospettiva: secondo l’avvocato Antonino Munafò, del foro di Barcellona Pozzo di Gotto, il suo assistito non solo non avrebbe tratto alcun vantaggio, ma si troverebbe addirittura ad essere una delle principali vittime del sistema architettato dall’impresa e da altri professionisti.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni difensive è quello di un cittadino che, dopo aver regolarmente affidato i lavori per la propria abitazione e anticipato somme consistenti, si è ritrovato con un cantiere incompleto, un immobile inagibile, pesanti sanzioni economiche e persino il sequestro di beni. In più, gli atti d’indagine avrebbero fatto emergere firme contraffatte su documenti fiscali e tecnici, elemento che – secondo la linea difensiva – testimonierebbe la totale estraneità del Nucera rispetto al disegno fraudolento.
In attesa che la competenza territoriale passi al Tribunale di Palermo, dove il procedimento dovrà proseguire, rimane aperto un interrogativo centrale: Serafino Nucera è un beneficiario di una truffa ai danni dello Stato, o piuttosto un danneggiato che si è trovato coinvolto, suo malgrado, in una vicenda più grande di lui?
Quadro chiaro ha raccolto le parole dell’avvocato difensore Nino Munafò e dello stesso dott. Serafino Nucera, i quali raccontano la loro versione dei fatti e illustrano le ragioni per cui si dichiarano estranei a qualsiasi ipotesi di illecito.
L’avvocato Nino Munafò
Avvocato Munafò, diversi organi di stampa hanno riportato notizie sull’indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Come commenta quanto emerso?
Avv. Nino Munafò: Bisogna chiarire che l’indagine offre una rappresentazione assolutamente approssimativa della vicenda. Non si coglie con sufficiente chiarezza che il dottor Serafino Nucera si è trovato suo malgrado coinvolto in una situazione paradossale, che, a nostro avviso, lo vede vittima e non partecipe delle condotte contestate.
Su quali elementi si fonda, secondo lei, la prova dell’estraneità del dottor Nucera rispetto alle ipotesi di illecito?
Avv. Nino Munafò: Ci sono due aspetti fondamentali.
Primo: il dottor Nucera ha subito i ritardi dell’impresa esecutrice e le conseguenze della scarsa capacità della SIC di portare avanti i lavori. Tant’è vero che il cantiere è rimasto allo stato rustico, con evidente danno solo per lui.
Secondo: appena appresi dalla Guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello alcuni dettagli, il dottor Nucera ha subito presentato querela presso la Procura della Repubblica di Patti. Questo perché, proprio grazie alle indagini, ha scoperto che i documenti necessari alla maturazione e cessione dei crediti contenevano firme contraffatte, in particolare quella del committente.
Quindi, qual è il bilancio di questa vicenda per il dottor Nucera?
Avv. Nino Munafò: Purtroppo il dottor Nucera ha solo subito danni. Non ha conseguito alcun credito – che invece sono stati acquisiti e ceduti dall’impresa esecutrice SIC srl – si è visto recapitare sanzioni dalla Guardia di Finanza per circa 80.000 euro, ha subito un sequestro, e si ritrova con un immobile sventrato, inabitabile e che necessita di costosi interventi per poter essere completato.
Il 20 gennaio 2023 la Guardia di Finanza effettua un sopralluogo nel cantiere di contrada Casina Allegra, dal quale prendono il via le indagini. Ad agosto 2025 arriva il provvedimento del GIP di Patti che dispone il sequestro ma, al tempo stesso, si dichiara incompetente per questioni territoriali, poiché le fatture erano state emesse a Palermo dalla SIC Srl, l’impresa incaricata dei lavori e che aveva la disponibilità dei crediti. Da quel momento la competenza passa quindi al Tribunale di Palermo. Tra gennaio 2023 e agosto 2025 passano due anni e mezzo, che in termini di annualità di utilizzo dei crediti diventano tre. Come mai gli inquirenti non hanno bloccato prima la cessione di questi crediti?
Avv. Nino Munafò: Questa domanda non deve farla a me, ma a chi ha condotto le indagini.
Ha idea del perché il Pubblico Ministero abbia richiesto il sequestro dei beni del suo assistito e solo in subordine, qualora non vi fossero state disponibilità sufficienti, avesse previsto di intervenire sulla ditta? Non le sembra paradossale, considerato che – da quanto emerge leggendo le carte – il frutto della presunta truffa sarebbe stato in realtà nella disponibilità della SIC?
Avv. Nino Munafò: Non ho idea. Posso solo dirle che, successivamente, il GIP ha corretto l’anomalia che anche lei ha notato e ha disposto un sequestro equivalente pari al 33%. Vale però la pena soffermarsi su un particolare relativo alla firma falsa apposta sui documenti simulando la sottoscrizione da parte di soggetti del tutto ignari, tra cui il dott. Serafino Nucera, il quale era del tutto convinto della regolarità della condotta dell’impresa e degli altri professionisti coinvolti. Tale circostanza, emersa con chiarezza durante le indagini della Gdf, febbraio 2024, avrebbe dovuto stimolare una verifica approfondita sulle sottoscrizioni contenute nei singoli documenti acquisiti. Nulla di tutto ciò. Un’attenta verifica circa possibili falsificazioni delle sottoscrizioni avrebbe potuto condurre ad esiti diversi, potendo ritenere alcuni soggetti non partecipi al disegno criminoso ma parti offese.
Da ultimo mi consenta di fare una riflessione e pormi ad alta voce una domanda, quale vantaggio avrebbe conseguito il dott. Serafino Nucera dalla falsificazione degli elaborati, dall’illecita percezione dei bonus, finiti nella disponibilità di soggetti con i quali non ha alcuna affinità né legame? Il dott. Serafino Nucera non ha lucrato in alcun modo, ha solo subito i danni di condotte di altri soggetti ai quali si era affidato in totale buonafede. Ora attendiamo le decisioni del GIP del Tribunale di Palermo.
Il dott. Serafino Nucera
Dottor Nucera, partiamo dall’inizio: qual era il suo ruolo nella vicenda?
Dott. Serafino Nucera: Io ero semplicemente il committente dei lavori edili per la costruzione della mia abitazione. Ho stipulato un contratto regolare con la società SIC S.r.l., ho ottenuto tutte le concessioni necessarie e ho persino anticipato circa 80 mila euro all’impresa. Ho fatto quello che qualsiasi cittadino fa quando affida la realizzazione della propria casa: rispettare le regole e pagare quanto richiesto.
Eppure, secondo l’accusa, lei avrebbe ricevuto fatture per operazioni inesistenti che avrebbero generato indebiti crediti d’imposta per oltre 390 mila euro. Cosa risponde?
Dott. Serafino Nucera: Quelle sono contestazioni che non mi appartengono. Che avremo modo di dimostrare nelle sedi opportune. Io non ho mai percepito un euro da nessuno e non ho mai chiesto né gestito alcun credito d’imposta. Anzi, sono stato io stesso a scoprire, grazie alle indagini della Guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello, che i documenti utilizzati per maturare e cedere quei crediti riportavano firme false, comprese quelle del committente, cioè le mie. Non appena ho appreso questi dettagli, ho immediatamente presentato querela alla Procura della Repubblica di Patti.
Quindi lei sostiene che i crediti contestati non sono mai entrati nella sua disponibilità?
Dott. Serafino Nucera: Esatto. I crediti sono stati gestiti dall’impresa, la SIC, che ha utilizzato sia i miei soldi che i crediti concessi dallo Stato. Io non ho avuto alcun vantaggio: la mia casa è rimasta allo stato di cantiere, inabitabile, e io mi sono ritrovato solo con spese, sequestri e persino sanzioni. Se c’è qualcuno che ha guadagnato, di certo non sono io.
L’accusa sostiene che lei abbia comunque tratto beneficio, perché la SIC si sarebbe fatta carico delle spese di costruzione per oltre 100 mila euro.
Dott. Serafino Nucera: Guardi, questo è un punto fondamentale: se davvero ci fosse stato un vantaggio per me, oggi non avrei una casa sventrata e incompleta. La verità è che il cantiere è fermo da tempo e io ho subito soltanto danni. Ho anticipato somme importanti, non ho ricevuto nulla in cambio e mi trovo con un immobile che richiede ancora ingenti investimenti per essere ultimato. Altro che beneficio: sono stato raggirato due volte, dall’impresa e dalla situazione che ne è derivata.
Alla luce di quanto è accaduto e di quello che viene scritto sui giornali, come si sente?
Dott. Serafino Nucera: Mi sento molto più truffato che truffatore. Sono stato trascinato in una vicenda assurda, che ha danneggiato me e la mia famiglia. Voglio che emerga la verità: non ho mai preso parte ad attività illecite, ho solo subito le conseguenze di comportamenti altrui.




