Da scuolabus a navetta estiva, passando per un’operazione che sulla carta ha finalità sociali ma che, nei fatti, apre le porte a tutti. È la mossa del Comune di Santo Stefano di Camastra, che con una delibera di Giunta ha deciso di convertire l’utilizzo di un Fiat Ducato comunale – finora destinato al trasporto degli studenti delle scuole dell’obbligo – per avviare un servizio gratuito di trasporto itinerante dal 12 luglio al 12 ottobre 2025, da piazza Matteotti alla Stazione Ferroviaria
Il pretesto ufficiale? Offrire un collegamento per utenti dei servizi sociali, anziani e famiglie in difficoltà. Il risultato concreto? Una navetta aperta di fatto a chiunque voglia usufruirne, senza reali limiti di accesso, garantendo sei corse giornaliere tra le ore 6:00 e le 19:00.
L’operazione è stata resa possibile dall’arrivo di un nuovo scuolabus comunale, che entrerà in servizio con il prossimo anno scolastico. Libero dall’impegno quotidiano con gli studenti, il vecchio Ducato è stato così “riciclato” e destinato alla mobilità estiva. Un’idea che, se da un lato si presenta come iniziativa di inclusione sociale, dall’altro sembra rispondere anche a un’esigenza più pratica: offrire un collegamento comodo e gratuito a cittadini e turisti durante l’alta stagione.
Per attivare il servizio, il Comune – che non dispone di autisti interni – ha stanziato 2.500 euro IVA inclusa per affidare la guida del mezzo a una ditta esterna. La copertura finanziaria è stata assegnata al Capo Area Amministrativa Socio-Culturale, con l’obiettivo di avviare il servizio “nel più breve tempo possibile” per sfruttare la stagione estiva già in corso.
Un’operazione a doppio volto
Se da un lato il servizio potrà effettivamente agevolare anziani e categorie fragili, dall’altro è evidente che la navetta diventerà un mezzo di trasporto utile anche per villeggianti, pendolari e residenti, mascherato da adempimento sociale per motivi formali e burocratici. Un escamotage che permette di accelerare le procedure di attivazione e di giustificare la spesa senza passare da un servizio pubblico “per tutti” che avrebbe richiesto iter differenti. In definitiva, il Comune ha trovato il modo di offrire un servizio che farà felici cittadini e turisti, ma lo ha fatto passando dalla scorciatoia di un progetto con finalità sociali. Una furbata? Forse sì. Utile? Sicuramente.




