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Nebrodi, la sfida delle reti sociali: quando il territorio chiede responsabilità

Un’area fragile ma ricca di potenzialità

L’area interna dei Nebrodi, che raccoglie 21 comuni della provincia di Messina, da Sant’Agata di Militello a Mistretta, da Tusa a Capri Leone, è da tempo segnata da spopolamento, carenze infrastrutturali e difficoltà di coordinamento tra istituzioni. Eppure, proprio qui si trovano le condizioni per costruire un modello innovativo di politiche sociali: reti di collaborazione tra pubblico, terzo settore e comunità, capaci di rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone.

Sanità e innovazione: un’occasione mancata

Nel 2025 una convenzione tra l’ASP di Messina e il Comune di Sant’Agata di Militello ha promesso un salto di qualità: telemedicina diffusa, sette nuove ambulanze 4×4, guardie mediche connesse in rete, servizi di teleconsulto per gli infarti acuti. Un esempio concreto di partenariato pubblico-sociale.
Ma quell’opportunità si è arenata nelle paludi dell’immobilismo amministrativo. Senza continuità e responsabilità, anche il progetto più innovativo rischia di restare lettera morta. E allora il monito va agli amministratori locali: la salute e il benessere dei cittadini devono tornare ad essere una priorità reale, da difendere non con proclami, ma con fatti, impegno e visione.

La società civile si muove

Nonostante le difficoltà istituzionali, il tessuto sociale dei Nebrodi resta vivace.
Tra le realtà più attive spiccano:

  • Associazione Territoriale Progetto Nebrodi APS, nata nel 2024;
  • CTG Nebrodi APS e Familiari Autistici Nebrodi APS ETS;
  • Associazione Parkinsoniani dei Nebrodi ODV, impegnata nel volontariato sanitario;
  • Consorzio Servizi Sociali Nebrodi, cooperativa sociale di Sant’Agata di Militello;
  • Pink Project APS ETS, attiva nel sostegno alle donne e parte del partenariato della Strategia Territoriale 2021–2027.

Queste organizzazioni dimostrano che il territorio possiede energie preziose, pronte a collaborare per dare risposte concrete.

Giovani e lavoro: semi di futuro

Tra le iniziative di rilievo, il progetto “Le Madonie e i Nebrodi del futuro”, che con uno sportello itinerante formativo ha offerto supporto a giovani aspiranti imprenditori, grazie alla collaborazione tra Confcooperative Sicilia, Azure Consulting e le BCC locali. Un esempio di come le partnership possano non solo creare occupazione, ma anche rafforzare competenze e fiducia.

PNRR e fondi regionali: infrastrutture sociali in crescita

Risorse importanti stanno arrivando dal PNRR e dal FESR Sicilia 2021–2027: servizi domiciliari per anziani fragili e famiglie, ristrutturazioni di edifici per servizi socio-educativi a Capri Leone, Tusa e Capizzi. Segnali incoraggianti, che vanno però accompagnati da una governance efficace.

Dalla frammentazione alla governance condivisa

Già nel 2015, con la nascita dell’Agenzia di Sviluppo Locale dei Nebrodi, i sindaci avevano intuito l’importanza di fare squadra. Oggi quella intuizione è ancora più urgente: serve un coordinamento che sappia mettere in rete risorse pubbliche, energie del terzo settore e volontariato diffuso, superando logiche individualistiche e particolarismi.

La lezione dei Nebrodi

Il futuro dell’area passa da qui: dalla logica del government a quella della governance. Non più uno Stato che decide dall’alto o un volontariato lasciato a supplire alle carenze, ma un sistema di responsabilità condivisa.
Perché nessun soggetto, da solo, può affrontare le sfide di un territorio fragile ma pieno di vita come i Nebrodi. È nella rete – inclusiva, partecipata, responsabile – che si trova la vera forza per non lasciare indietro nessuno.

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