In un contesto di immobilismo istituzionale, in cui un progetto strategico per la salute pubblica rischia di dissolversi nel nulla, un segnale concreto di attenzione politica arriva finalmente da chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Dopo la nostra inchiesta sul blocco del progetto AINEB 22 — un’iniziativa da 995.000 euro per l’acquisto di sette ambulanze 4×4 di Soccorso Avanzato destinata a servire i 21 comuni dell’Area Interna Nebrodi — l’onorevole Bernadette Grasso ha deciso di intervenire in modo tempestivo e deciso.
A poche ore dalla pubblicazione del nostro articolo, l’on. Grasso ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata all’Assessorato Regionale alla Salute, chiedendo chiarimenti puntuali e un’azione immediata per sbloccare il progetto. Un atto politico e istituzionale concreto, che ha rimesso al centro dell’agenda il diritto alla salute dei cittadini delle aree più fragili della Sicilia.
Dalla denuncia pubblica all’azione politica
Il progetto AINEB 22 nasceva nel 2020 con un obiettivo chiaro: colmare il gap di assistenza sanitaria d’urgenza nei comuni montani dei Nebrodi, dove l’arrivo di un’ambulanza può determinare la differenza tra la vita e la morte. Ambulanze moderne, 4×4, attrezzate secondo gli standard del soccorso avanzato, da affidare alla SEUS Scpa per garantire operatività anche in situazioni climatiche estreme.
Il tutto sostenuto da un’articolata sinergia istituzionale: Comune capofila Sant’Agata di Militello, ASP di Messina, Dipartimento per la Pianificazione Strategica della Regione, Protezione Civile, Centrale Operativa 118. Ma nonostante il lavoro meticoloso dell’Area Interna Nebrodi, fatto di tavoli tecnici, corrispondenze formali e incontri operativi, il Dipartimento Regionale della Salute ha bloccato tutto, con una nota sconcertante del 2 maggio 2024, nella quale ha dichiarato la “non procedibilità” del progetto.
Il coraggio di rompere il muro dell’indifferenza
A fronte di questo vergognoso stallo istituzionale, la reazione dell’on. Grasso si distingue per tempestività e concretezza. Con una interrogazione articolata, la deputata regionale ha ricostruito dettagliatamente il percorso progettuale, evidenziando come tutti i passaggi formali siano stati rispettati dall’Area Interna Nebrodi e come sia invece mancata — per colpevole inerzia — la risposta autorizzativa del Dipartimento.
Grasso denuncia il rischio imminente di definanziamento dell’intervento, che rappresenterebbe una perdita irreversibile per un territorio già colpito da carenze strutturali croniche. Nella sua interrogazione, ha sottolineato che l’azione politica e amministrativa non può permettersi ambiguità né ritardi: occorre intervenire ora, perché oltre il 2026 le risorse CIPE non saranno più utilizzabili.
Una voce in difesa dei territori dimenticati
L’intervento dell’on. Grasso ha il merito di riportare al centro del dibattito pubblico la giustizia territoriale, la parità di accesso ai diritti fondamentali e l’urgenza di colmare il divario tra aree urbane e aree interne. Ma soprattutto, ha mostrato attenzione reale: una risposta istituzionale che non si è limitata a dichiarazioni, ma si è concretizzata in un’azione immediata, nata proprio dalla denuncia pubblica del nostro giornale.




