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Niscemi, decreto da 150 milioni: Meloni nomina commissario straordinario e annuncia aiuti

Centocinquanta milioni di euro per il solo Comune, un commissario straordinario con poteri di ordinanza e un pacchetto di misure economiche per famiglie, agricoltori, commercianti e lavoratori colpiti. È questo il cuore del decreto legge che arriverà mercoledì in Consiglio dei ministri, annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la sua visita a Niscemi, devastata dalla frana innescata dal ciclone Harry circa un mese fa.

La premier, dopo un sopralluogo nella zona rossa, ha incontrato in Comune il sindaco e una delegazione di sfollati riunitisi in comitato spontaneo. «Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono», ha assicurato.

Commissario straordinario e ordinanze urgenti

Il provvedimento prevede la nomina di Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile, come commissario straordinario per l’emergenza Niscemi. Sarà lui ad emanare le ordinanze necessarie per accelerare gli interventi.

«Ciciliano sarà commissario e dovrà fare le ordinanze», ha precisato Meloni, spiegando che il decreto conterrà una risposta complessiva per tutti i territori coinvolti, in raccordo con le Regioni, ma con una specifica attenzione a Niscemi: «Qui ci sono 150 milioni destinati esclusivamente al Comune e la nomina del commissario straordinario».

Sicurezza prima di tutto

Sul fronte dei tempi, la presidente del Consiglio ha scelto la linea della prudenza. «Non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa», ha dichiarato. «Niscemi oggi è il Comune più monitorato d’Europa. Ci sono tutte le migliori eccellenze: Genio militare, Protezione civile, Vigili del fuoco. Ma c’è bisogno di tempo».

Un messaggio chiaro anche ai cittadini che chiedono risposte rapide: «Se forzassi le decisioni per dare certezze e mettessi la sicurezza a repentaglio, sarei una pazza». La definizione della fascia di rispetto del fronte frana e le valutazioni tecniche restano dunque prioritarie.

Demolizioni, nuove case e scuole

Le risorse stanziate saranno articolate su tre direttrici principali: demolizione degli edifici compromessi;messa in sicurezza del territorio; acquisto e realizzazione di nuovi alloggi. Previsti anche indennizzi per le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e sistemazioni temporanee. In parallelo si lavora alla ricerca di nuovi spazi per edifici scolastici e infrastrutture viarie. Meloni ha ricordato l’esperienza della frana di fine anni ’90, sottolineando la volontà di evitare ritardi e incertezze che in passato hanno segnato la ricostruzione.

Ammortizzatori sociali e stop alle tasse

Il decreto includerà ammortizzatori sociali per agricoltori impossibilitati a raggiungere o lavorare le proprie terre, per dipendenti e per commercianti che hanno perso il lavoro o subito gravi danni. Tra le misure annunciate anche il rinvio del pagamento delle tasse e contributi a sostegno delle attività economiche locali. L’annuncio arriva a 30 giorni dalla prima frana, che aveva inizialmente bloccato la Provinciale 12, e mentre continua il monitoraggio costante del movimento del terreno.

Il nodo della delocalizzazione

Resta aperto il tema della delocalizzazione. Lo Iacp di Caltanissetta ha messo a disposizione 13 alloggi popolari tra Gela, Butera e Mazzarino, ma molti sfollati si dicono contrari all’ipotesi di trasferimento fuori da Niscemi. La comunità chiede soluzioni che consentano di restare nel proprio territorio, senza sradicamenti definitivi. Durante la visita, la premier ha anche ammirato la croce in marmo, simbolo della frana del 12 ottobre 1997, recuperata nei giorni scorsi dai Vigili del fuoco e dal Nocs della Polizia di Stato, gesto che ha assunto un forte valore simbolico per la cittadinanza.

Una comunità in attesa

Il clima resta segnato dall’incertezza, ma l’annuncio del decreto rappresenta il primo passo concreto verso la ricostruzione. «È un lavoro molto complesso, ma che vorremmo andasse in velocità», ha ribadito Meloni. Per Niscemi si apre ora una fase decisiva: quella delle ordinanze, dei cantieri e delle scelte urbanistiche che ridisegneranno il volto della città, con l’obiettivo dichiarato di coniugare sicurezza, rapidità e tutela della comunità.

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