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Nomine Iacp, Consorzi universitari ed Enti Parco. Ma sulle Madonie il nome di Ferrarello diventa un problema

La seduta di giunta di ieri ha dato il via libera definitivo al completamento delle nomine dei vertici degli Iacp, dei Consorzi universitari e di tre Enti Parco siciliani, dopo il parere favorevole della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars su requisiti e assenza di incompatibilità. Una tornata di nomine ampia, ordinata, quasi routinaria. Quasi. Perché nell’elenco delle caselle apparentemente risolte spicca un grande assente: il Parco delle Madonie.

Il nodo Madonie: Ferrarello designato, ma l’iter si blocca

Mentre Acireale, Agrigento, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Trapani e Siracusa possono insediare i nuovi vertici degli Iacp, e mentre i Consorzi universitari di Noto-Siracusa, Ragusa e Caltanissetta hanno finalmente i rispettivi presidenti, tra i Parchi, quello delle Madonie resta fermo.

Il designato era Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi, indicato in quota Democrazia Cristiana e scelto dall’assessore al Territorio e all’Ambiente. Avrebbe dovuto sostituire il commissario straordinario Totò Caltagirone.
E invece, proprio sulla sua nomina, la giunta ha interrotto il percorso. Il Parco rimane commissariato e si ragiona addirittura su un nuovo nome. Una frenata che appare tutt’altro che amministrativa.

Il “cordone sanitario” post-inchiesta e la nuova allergia alla sigla DC

Negli ultimi giorni la Sicilia politica sembra colpita da una singolare malattia selettiva: colpisce, più d’ogni altro, chi porta addosso la sigla Democrazia Cristiana. Da quando la Procura di Palermo — secondo le accuse — ha acceso i riflettori su un sistema di potere che coinvolgerebbe anche l’ex presidente Totò Cuffaro, la DC è diventata una sorta di marchio che pesa più di qualsiasi curriculum.

E così Ferrarello, figura radicata nel territorio, si ritrova nel mirino non per fatti propri, ma per la sua appartenenza politica.

Il caso Ferrarello diventa un problema per Schifani

La realtà è semplice: il nome di Ferrarello imbarazza Palazzo d’Orléans.
E imbarazza soprattutto Renato Schifani, che già nelle scorse settimane ha mostrato di voler prendere le distanze dalla DC estromettendo due assessori considerati “cuffariani”, Messina e Albano.

Adesso, però, la stessa cautela torna a colpire. E proprio su una nomina che, in un altro momento, sarebbe passata senza un sopracciglio sollevato.

Il risultato è un paradosso politico: mentre la giunta conferma senza esitazioni la presenza di figure che affrontano procedimenti giudiziari o rinvii a giudizio, tenta invece di isolare chi non ha pendenze personali, ma solo una prossimità politica considerata indigesta.

Una scelta che rivela la fragilità del sistema

Il caso Ferrarello non dice nulla su Ferrarello. Dice molto, invece, sul nervosismo del governo regionale. Quando un’amministrazione arriva a trattare un’intera area politica come se fosse radioattiva — e al tempo stesso tollera al proprio interno situazioni ben più impegnative dal punto di vista giudiziario — non sta difendendo il rigore istituzionale. Sta mostrando paura. Paura della polemica, paura delle ricadute mediatiche, paura delle letture politiche di ogni singolo atto.

I nominati negli Istituti Autonomi Case Popolari

Potranno ufficialmente insediarsi alla guida degli Istituti autonomi case popolari dell’Isola: Antonino Garozzo allo Iacp di Acireale, Pietro Medici in quello di Agrigento,  Francesco Occhipinti a Enna, Giuseppe Picciolo a Messina, Francesco Riggio a Palermo, Giovanni Moscato a Ragusa, Vincenzo Scontrino a Trapani e Alessia Scorpo a Siracusa.

I nominati nei Consorzi Universitari

Approvate in via definitiva anche le nomine dei presidenti dei consigli di amministrazione dei Consorzi universitari: Corrado Bonfanti al Consorzio universitario Mediterraneo orientale (Cumo) di Noto-Siracusa, Domenico Arezzo a Ragusa e Gianluca Tumminelli a Caltanissetta. Rimangono al momento in sospeso le nomine dei vertici degli enti di Agrigento e Trapani.

I nomi negli Enti Parco

Completato, inoltre, l’iter di designazione, su proposta dell’assessore al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, dei presidenti del Parco fluviale dell’Alcantara (Carmelo Calabrò), del Parco dei Nebrodi (Domenico Barbuzza) e del Parco dell’Etna (Massimiliano Giammusso). Resta in sospeso la nomina all’Ente Parco delle Madonie

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