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Non dimenticare chi siamo: il grido silenzioso dell’Alzheimer nella Giornata Mondiale

Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un momento fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca, dell’assistenza e del rispetto dei diritti delle persone affette da demenza e delle loro famiglie. In questa occasione, la poesia di Rosa Venuto offre una penetrante immersione nella mente confusa e frammentata di chi convive con l’Alzheimer, trasformando la dolorosa perdita della memoria in un simbolo di eternità e speranza.

La composizione, più che un testo poetico, si presenta come un grido sospeso tra sussurri e silenzi. Una invocazione alla figura materna, evocata come radice dell’essere, sottolinea la dimensione affettiva e universale della malattia, capace di stravolgere il senso stesso del sé.

Il passaggio più toccante è la trasformazione della sofferenza in un’immagine di luce e leggerezza: il malato diventa “piuma trasparente” che si libra in una radura archetipa, immersa in un tempo sospeso, quasi sacro. Qui l’Alzheimer, pur nella sua gravità, si carica di una nuova dimensione poetica, invitando chi assiste a questa malattia a vedere oltre l’apparente smarrimento.

Il messaggio centrale della poesia è una preghiera struggente: “Non dimenticarmi! Ricordami tu e non dimenticarmi mai più!”. È un appello all’amore, alla memoria condivisa e alla cura da parte di chi resta, affinché la persona colpita dalla malattia continui a esistere non solo nel ricordo, ma nelle attenzioni e nell’affetto quotidiano.

In un territorio come il nostro, dove le famiglie affrontano quotidianamente le sfide legate all’assistenza degli anziani e dei malati di Alzheimer, questa poesia rappresenta un invito a costruire reti di supporto più efficaci, a promuovere la ricerca e a garantire servizi adeguati per migliorare la qualità della vita di chi soffre e dei loro cari.

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer non è solo un momento di riflessione, ma un’occasione per riaffermare un impegno collettivo: non lasciare soli i malati, ascoltare il loro “grido”, vedere oltre la malattia, mantenere viva la memoria attraverso cure, dignità e amore. Come la “piuma trasparente” della poesia, anche la comunità può farsi leggera ma presente, un sostegno invisibile ma indispensabile nel cammino difficile dell’Alzheimer.

Buona lettura. Ma soprattutto, buona riflessione

Dedicata a Coloro che sono affette da Alzheimer.

“Non ricordo!

Non riesco a ricordare chi sono. Perché sono qui?

Cosa sto facendo? Tu chi sei? Buongiorno! Ci conosciamo?

Non so più chi sono. Non so cosa mi sta succedendo!

A volte mi guardo intorno Smarrita perché non riesco a capire dove mi trovo. Dove sono! Perché sono qui. Ma tu chi sei? In questo momento non ti riconosco. Scusami! Mamma! Mamma!

Chi sono io? Mia mamma, tu sei?

Chi sono io? Mia Mamma!

Perché non sei mia Mamma? …

Purtroppo Non ricordo e a volte mi sento come le cose posate dimenticate, prive di memoria, distaccate dal tempo e dallo spazio. Mi trovo a vivere per un istante in un riverbero di Eternità. Non Ricordo! Cerco di ricordare, cerco di ricordarmi dove mi trovo per poter vivere in questo presente, ma sempre leggera come una Piuma trasparente in una ridente e secolare radura dove il tempo si è fermato e la terra è lieve e scura, muovendomi leggera nella natura!” Non dimenticarmi! Ricordami Tu e non dimenticarmi mai più!”.

Rosa Venuto

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