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Nuova accusa di corruzione per Cuffaro e Romano: coinvolti nella nomina di Caltagirone

Emergono dettagli su un presunto accordo illecito che coinvolgerebbe l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro e l’ex ministro e deputato Saverio Romano. Secondo la Procura di Palermo, i due politici avrebbero concordato una linea comune di azione riguardo alcune nomine e gare pubbliche nella sanità siciliana.

Il ruolo di Caltagirone e l’Asp di Siracusa

Al centro dell’inchiesta c’è Alessandro Caltagirone, manager dell’Asp di Siracusa, la cui nomina sarebbe stata parte di un accordo corruttivo. L’accusa sostiene che, tramite questo patto, sarebbe stata favorita la gara milionaria per il servizio di portierato e ausiliariato all’Asp. In cambio dei favori, Cuffaro avrebbe ottenuto l’aumento delle ore di servizio per due persone a lui vicine, mentre Romano avrebbe beneficiato di un subappalto per un imprenditore di sua fiducia.

Secondo i pm, Cuffaro avrebbe sfruttato il suo ascendente politico su Caltagirone, mentre Romano avrebbe avuto con lui un legame personale di amicizia, contribuendo a orientare le nomine a loro favore. Il Gip, invece, aveva in precedenza ritenuto che le azioni di Cuffaro fossero indipendenti e non coordinate con Romano, motivo per cui aveva escluso i domiciliari agli indagati, inquadrando la vicenda come traffico di influenze e non come corruzione.

Interferenze e pressioni nella sanità

Le intercettazioni riportano come Cuffaro e Romano abbiano discusso della gestione di nomine e incarichi nell’Asp di Siracusa e in altre strutture siciliane. In particolare, Cuffaro si sarebbe attivato per garantire a Salvatore Madonia un posto da direttore sanitario, dopo che quest’ultimo aveva mostrato di lavorare “contro” gli interessi dell’accordo con la Dussmann. Alla fine, Madonia è stato nominato direttore sanitario dell’Asp di Siracusa a settembre 2024.

Altri elementi riguardano la gara di appalto. Le intercettazioni avrebbero mostrato pressioni sui commissari per favorire Dussmann, che alla fine ha vinto grazie a un ribasso maggiore, nonostante tentativi di favorire l’impresa concorrente Pfe. La Procura contesta la ricostruzione del Gip, sottolineando che gli elementi indicano chiaramente un intervento a favore di Dussmann.

Una vicenda politica e giudiziaria complessa

Il caso intreccia interessi politici e professionali all’interno della sanità siciliana, con nomine e appalti che sarebbero stati influenzati da rapporti personali e politici. L’inchiesta è ora al Tribunale del Riesame, dove la Procura ha presentato appello contro la decisione del Gip, chiedendo misure più severe per gli indagati, ad eccezione di Saverio Romano. Il caso mette in luce quanto i rapporti politici possano incidere su incarichi pubblici e gare d’appalto, alimentando il dibattito sulla trasparenza nella gestione della sanità siciliana.

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