È stato fermato il presunto assassino di Salvatore Italiano, l’84enne pensionato il cui corpo senza vita è stato rinvenuto giovedì scorso in via Luigi Capuana, una stradina secondaria della Riviera di Ponente, nascosto dentro sacchi neri della spazzatura dietro un ristorante. Le indagini, condotte dal Commissariato di Milazzo e dalla Squadra Mobile di Messina sotto il coordinamento del procuratore Giuseppe Verzera, hanno portato al fermo di un vicino di casa della vittima, con cui Italiano aveva avuto precedenti contrasti personali.
Un’esecuzione a colpi di pistola
L’autopsia, eseguita dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo presso il Policlinico di Messina, ha rivelato che Italiano è stato ucciso con tre colpi di pistola a bruciapelo: due alla testa e uno alla spalla. La vittima non ha avuto alcuna possibilità di difendersi né sospettava l’aggressione imminente. Secondo le prime analisi medico-legali, il delitto è avvenuto nella mattinata di giovedì, diverse ore prima del ritrovamento del corpo. L’omicidio presenta i tratti di una vera e propria esecuzione, un gesto freddo e calcolato.
Il corpo spostato e occultato
Gli inquirenti ritengono che il corpo sia stato trasportato e abbandonato in via Capuana per occultarne le tracce. Il luogo del delitto potrebbe essere un altro, ancora da individuare, e il cadavere è stato nascosto in modo frettoloso, ma non professionale, dentro sacchi di plastica. Sono in corso accertamenti per trovare impronte digitali, tracce di DNA o altri indizi utili sui sacchi utilizzati.
Un movente personale
Le indagini hanno sin da subito escluso collegamenti con la criminalità organizzata e si concentrano su motivi personali. Italiano, descritto come un uomo dal carattere difficile e litigioso, era noto per aver avuto contenziosi con alcuni vicini, con i quali aveva anche presentato denunce. Viveva nella zona di Fiumarella, confinante con quella di San Marco, dove gli agenti hanno prelevato il sospettato, attualmente interrogato.
La moglie e la figlia di Italiano hanno riferito di averlo lasciato tranquillo quella mattina e di non aver notato nulla di insolito. L’anziano era uscito senza cellulare né portafogli e non è più rientrato a casa. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un appuntamento con una persona conosciuta per un confronto su questioni personali, con l’aggressore che potrebbe aver agito d’impulso o con premeditazione, approfittando della fiducia della vittima.
Le telecamere e l’auto sospetta
Un elemento chiave per le indagini è rappresentato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, da cui emergono filmati che ritraggono una vettura sospetta transitare nei pressi del luogo del ritrovamento in orari compatibili con la morte di Italiano. È in corso l’identificazione del veicolo e del suo proprietario, per verificare eventuali collegamenti con il delitto.




