Nella giornata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), che dispone misure cautelari personali nei confronti di tre persone: due in carcere e una agli arresti domiciliari. Tra questi figura un noto esponente del “gruppo dei Mazzarroti”, collegato storicamente alla famiglia mafiosa barcellonese.
I Nomi degli Arrestati
- Carmelo Bisognano, nato a Mazzarrà S. Andrea (ME) il 23 agosto 1965 (carcere)
- Antonino Giardina, nato a Messina il 30 maggio 1989 (carcere)
- Davide Giardina, nato a Patti (ME) il 27 marzo 2003 (arresti domiciliari)
Le Accuse e l’Indagine
Gli indagati sono accusati di “trasferimento fraudolento di valori” aggravato dal metodo e dalla finalità mafiosi. Le condotte contestate, iniziate nel luglio 2023, sarebbero proseguite nel corso del 2024. L’indagine, coordinata dalla DDA di Messina e condotta dai Carabinieri, ha documentato la persistente attività mafiosa dell’ex collaboratore di giustizia, che, insieme ai due fratelli Giardina, avrebbe esercitato ingerenza e controllo nel settore economico e imprenditoriale di Mazzarrà Sant’Andrea, con particolare riferimento al movimento terra.
Secondo le risultanze investigative, l’impresa edile coinvolta, formalmente intestata a un incensurato, veniva in realtà gestita dal pregiudicato mafioso e dal fratello del prestanome. I due si sarebbero occupati di:
- Imporre direttive e gestire il personale
- Curare le pratiche amministrative
- Gestire i mezzi d’opera e trattare l’acquisto di beni strumentali
- Ripartire i profitti, anche tramite operazioni bancarie su conti esteri per ostacolare la tracciabilità dei flussi di denaro (accertamenti resi possibili grazie a cooperazioni giudiziarie europee)
Inoltre, l’esponente mafioso – sfruttando la propria influenza criminale – avrebbe:
- Favorito l’approvazione di pratiche presso il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea
- Acquisito mezzi meccanici a condizioni vantaggiose, riducendo le richieste finanziarie di altri imprenditori
- Convinto proprietari terrieri a cedere fondi utili all’azienda con azioni intimidatorie
- Messo a disposizione i propri terreni per il parcheggio dei mezzi dell’azienda
Sequestri e Ulteriori Reati Contestati
Le indagini hanno evidenziato anche come una seconda ditta, già destinataria di interdittiva antimafia dal 2020 e intestata formalmente ad Antonino Giardina, ricevesse comunque risorse pubbliche attraverso fondi provenienti dalla società fittiziamente intestata. Inoltre, sarebbe stata documentata l’attività del 59enne Carmelo Bisognano volta a individuare e recuperare – con pressioni e minacce – mezzi meccanici precedentemente confiscati e ceduti ad altri imprenditori.
I Carabinieri hanno inoltre dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo dei capitali e dei beni aziendali di due società edili con sede a Mazzarrà Sant’Andrea, per un valore superiore a 500.000 euro. Sono stati sequestrati: un impianto di frantumazione, due terreni e otto mezzi operativi.




