La storia della strada di collegamento tra via Matteotti e l’ospedale “SS. Salvatore” di Mistretta è un intreccio di scelte amministrative, contenziosi giudiziari e soluzioni rimaste incompiute. Una vicenda che, se risolta, potrebbe finalmente garantire una valida alternativa alla trafficatissima via Anna Salamone, oggi unico accesso al nosocomio amastratino. Via Salamone, infatti, da anni rappresenta un nodo critico: in diversi punti si restringe fino a creare ingorghi che paralizzano il traffico in entrata e in uscita dall’area ospedaliera, con notevoli disagi per cittadini, operatori sanitari e mezzi di soccorso.
Il muro di sostegno e il contenzioso
La cosiddetta “bretella” avrebbe dovuto rappresentare la soluzione a questo problema. Tuttavia, in sede di collaudo statico, il muro di sostegno a valle risultò costruito con cemento depotenziato, motivo per cui la strada venne subito interdetta al traffico. L’ASP di Messina avviò una lunga battaglia legale contro l’impresa costruttrice, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento per i gravi difetti strutturali dell’opera.
L’intervento dei commissari prefettizi
Nel 2021, durante la gestione commissariale seguita allo scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose, la questione tornò sul tavolo. I commissari valutarono la possibilità di riaprire il collegamento e siglarono un protocollo d’intesa con l’ASP di Messina. Per l’intervento furono stanziati oltre 600 mila euro, destinati a riattivare la bretella e risolvere sia il problema del traffico sia quello dei parcheggi nell’area ospedaliera.
Il cambio di rotta con la nuova amministrazione
Concluso il periodo di commissariamento, la guida del Comune passò all’ex senatore Tatà Sanzarello. La nuova amministrazione decise di accantonare il progetto da 600 mila euro, scegliendo invece un intervento più economico, finanziato con fondi comunali. Il piano – con un accordo informale con l’ASP – prevedeva la creazione di un sottofondo stradale con materiale ricavato dalla scarificazione dell’asfalto, rendendo la strada percorribile ai soli mezzi di emergenza. Contestualmente, si annunciava la demolizione dei fabbricati adiacenti per ricavare nuovi posti auto. La bretella venne riaperta, ma per poco tempo.
La chiusura definitiva della bretella
L’ASP di Messina, richiamando motivi di sicurezza legati al muro di sostegno difettoso, decise di chiudere nuovamente la bretella, transennando la strada e vietandone il transito a qualsiasi veicolo. La soluzione tampone venne così meno e l’intera area ospedaliera tornò a fare i conti con caos viario e carenza di parcheggi. Una situazione che diventa ancora più critica nelle giornate in cui le equipe itineranti del Giglio di Cefalù effettuano interventi di urologia e oculistica, richiamando numerosi pazienti e mezzi.

Verso un nuovo progetto
Secondo quanto trapela, il contenzioso giudiziario si sarebbe ormai concluso con il riconoscimento di un risarcimento all’ASP di Messina. Con la definizione della disputa, l’ufficio tecnico dell’Azienda sanitaria, su indicazione della Direzione Generale, ha già avviato le attività progettuali per il riadeguamento dell’opera, che saranno presto presentate agli uffici regionali competenti. Se il nuovo piano andrà in porto, la bretella potrà finalmente vedere la luce, garantendo una viabilità più fluida, decongestionando via Anna Salamone e restituendo spazi utili per la creazione di parcheggi al servizio sia dell’ospedale cittadino sia della Fondazione Maugeri.




