Le gare del 2023 nell’ambito del piano di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali e della promozione turistica per l’Area Interna Nebrodi, finanziate dal PO FESR Sicilia 2014/2020, rappresentano un caso emblematico delle difficoltà burocratiche e amministrative che troppo spesso determinano sprechi o rallentamenti nei progetti di sviluppo locale.
Il programma “Outdoor Nebrodi” ha previsto la fornitura di 180 mountain bike a pedalata assistita con 36 stazioni di ricarica e relativi accessori, distribuiti in punti strategici del Parco dei Nebrodi per migliorare la fruibilità turistica di circa 70 km della Dorsale dei Nebrodi. In particolare 30 bici sono state destinate a Mistretta, a Casello Muto nel bosco della Miraglia sopra San Fratello, e Portella Gazzana a Longi. Altri 18 comuni del comprensorio hanno invece ricevuto in dotazione cinque biciclette.
Le procedure di gara sono state espletate regolarmente, con l’aggiudicazione dell’appalto principale all’impresa “On electric charge mobility” di Roma per oltre 346mila euro. Tuttavia, nonostante l’appalto sia stato formalmente assegnato, i pagamenti finali da parte dell’Assessorato regionale non sono stati completati. Questa situazione ha bloccato il completamento dei lavori e ha lasciato le biciclette accumulate nei magazzini di vari comuni, con un rischio concreto di danneggiamento della delicata componentistica elettronica a causa della polvere, delle escursioni termiche e delle infiltrazioni.
Per sbloccare l’impasse, il Comune capofila di Sant’Agata di Militello sta cercando di risolvere la questione anticipando una somma aggiuntiva di circa 100 mila euro, per uscire da questo stato di stallo ed evitare che gli investimenti pubblici vadano sprecati. Grazie all’iniziativa del nuovo Responsabile Unico del Procedimento dell’Area Interna Nebrodi, che sin dal primo minuto della sua nomina ha preso a cuore la faccenda, si stanno infatti accelerando le procedure e cercando soluzioni concrete per garantire il completamento dell’intervento, evitando ulteriori ritardi e possibili danni alle attrezzature già fornite.
Intanto, altri appalti collegati, come quelli per la funzionalizzazione delle aree di sosta con arredi, info point e aree attrezzate a cura della “Lucan Group” di Caltanissetta, o per gli allestimenti interni degli infopoint affidati a “ETT srl” di Acireale, procedono, ma rischiano di fermarsi o risultare inefficaci se non c’è un seguito coerente e tempestivo dei pagamenti e delle attività amministrative.
Questa vicenda mette in luce una problematica ricorrente nelle procedure di gestione dei fondi pubblici e nei progetti di sviluppo regionale: la complessità e la lentezza degli iter burocratici e amministrativi possono vanificare azioni importanti, provocando sprechi o il blocco di investimenti rilevanti. Nel caso di Nebrodi, che rappresenta una strategia territoriale fondamentale per il rilancio economico e turistico di un’area montana ricca di biodiversità e di attrattori naturali e culturali, è cruciale che venga garantita una efficienza amministrativa pari alla qualità progettuale.
Tra gli elementi critici si evidenziano:
Ritardi e mancati pagamenti da parte degli enti regionali competenti. Difficoltà nell’espletamento e nella chiusura delle procedure amministrative e contabili. Il rischio di deterioramento delle attrezzature fornite, soprattutto quando si tratta di componenti tecnologiche delicate. La necessità che i Comuni capofila, come quello di Sant’Agata di Militello, si facciano carico di anticipazioni finanziarie per evitare il fallimento del progetto.
Questi problemi sollevano la questione della necessità di snellire e semplificare le procedure interne, migliorare la comunicazione e la collaborazione tra enti locali e regionali, e garantire la tempestività dei flussi finanziari per non disperdere risorse pubbliche preziose. È un monito importante per tutte le strategie di sviluppo territoriale, oltre che per la governance delle politiche pubbliche, affinché i finanziamenti ottenuti possano tradursi concretamente in risultati utili e duraturi per i territori interessati.
Il caso Nebrodi dunque è emblematico di come, nonostante progettualità ambiziose e finanziamenti adeguati, le inefficienze amministrative possano compromettere la realizzazione di interventi utili per la valorizzazione culturale, ambientale e turistica, determinando un danno sia economico sia reputazionale all’intero sistema di sviluppo locale.




