Dopo anni di battaglie, manifestazioni e timori di un progressivo ridimensionamento, arriva la svolta per l’ospedale “Barone Romeo” di Patti: la struttura di via Mazzini è stata inserita nella nuova rete ospedaliera regionale come Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di I livello. La decisione è stata messa nero su bianco nel documento che nei prossimi giorni approderà alla Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana per il parere obbligatorio, prima di tornare in Giunta per l’approvazione definitiva e infine al Ministero della Salute per il via libera finale.
Cosa significa diventare DEA di I livello
Un DEA di I livello è un ospedale che può gestire le principali emergenze 24 ore su 24, disponendo di reparti e servizi chiave come:
- Pronto Soccorso attivo h24 con triage e percorsi d’urgenza;
- Anestesia e Rianimazione con posti di terapia intensiva;
- Osservazione Breve Intensiva e Terapia Semi-Intensiva per pazienti critici;
- Diagnostica per immagini e laboratorio sempre disponibili (TAC, ecografia, analisi urgenti);
- Unità operative di base e specialistiche (medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, cardiologia, ecc.) coordinate in rete con gli ospedali hub.
In parole semplici, significa che il “Barone Romeo” sarà in grado di stabilizzare e trattare la maggior parte delle emergenze – infarti, ictus, traumi – riducendo al minimo i trasferimenti verso Messina o altri centri. Restano invece a carico dei DEA di II livello (i grandi hub regionali) gli interventi ultra-specialistici come neurochirurgia e cardiochirurgia.
Un ospedale al centro di un bacino importante
Secondo i parametri ministeriali, un DEA di I livello serve un bacino tra 150mila e 300mila abitanti. Il “Barone Romeo” diventa così un punto di riferimento non solo per Patti, ma per l’intero comprensorio nebroideo e tirrenico, garantendo tempi di risposta più rapidi nelle urgenze e maggiore sicurezza per i cittadini.
Dalla paura del ridimensionamento alla promozione
Negli ultimi anni il futuro dell’ospedale era apparso incerto: si parlava di depotenziamenti e di riduzione di unità operative considerate tra le più efficienti dell’Asp di Messina. La notizia della promozione a DEA di I livello viene quindi letta come una vittoria del territorio, frutto delle pressioni di amministratori, comitati civici e personale sanitario che hanno difeso la centralità del presidio.
Il prossimo passo: trasformare la carta in realtà
La classificazione è un traguardo importante, ma non basta. Perché il cambiamento sia tangibile, serviranno investimenti concreti in personale, posti letto e tecnologie. Solo così la nuova etichetta potrà tradursi in un miglioramento reale dei servizi e della qualità dell’assistenza.
Come sottolineano operatori e cittadini, “non è solo una questione di sigle: è in gioco il diritto alla salute di un intero territorio”.




