Un paradiso naturalistico che dovrebbe essere un vanto per la Sicilia si trasforma, troppo spesso, in una discarica a cielo aperto. È quanto accade sulla spiaggia di Piana di Caronia – Comune di Caronia – tra ulivi, limoni e fichi d’india che crescono spontaneamente in un contesto paesaggistico unico. Un luogo che meriterebbe rispetto e cura, ma che continua a essere sporcato dall’inciviltà di chi lo frequenta.
Nella mattinata di oggi, infatti, la spiaggia si presentava in condizioni indegne: piatti e bicchieri di plastica, bottiglie di vetro, rifiuti elettronici come monitor di PC, materiali da demolizione e sfabbrici vari abbandonati senza alcun rispetto per l’ambiente.
I turisti danno lezioni di civiltà
La scena paradossale si è ribaltata grazie a un gruppo di turisti, insieme ai loro bambini, provenienti da Cile, Polonia, Trentino Alto Adige e provincia di Varese. Invece di limitarsi a condannare lo scempio, hanno indossato guanti e raccolto buste di spazzatura, dedicando ore alla pulizia volontaria della spiaggia.
Un gesto che ha messo in evidenza, ancora una volta, la differenza tra chi ama davvero i luoghi che visita e chi, pur vivendoci ogni giorno, li tratta come pattumiere.
La denuncia di Carlos Vinci
A documentare l’episodio è stato Carlos Vinci, da anni impegnato nella promozione turistica indipendente dell’area nebroidea. Vinci ha immortalato il contrasto tra lo spettacolo naturale della baia e lo “schifo”, come lui stesso lo definisce, lasciato dall’incuria e dall’egoismo di pochi.
Un problema di educazione e responsabilità
L’episodio di Caronia non è un caso isolato: troppe spiagge siciliane subiscono lo stesso destino, vittime della mancanza di senso civico. Se da un lato si punta a valorizzare il turismo come risorsa economica, dall’altro la cattiva abitudine di sporcare e abbandonare rifiuti mina ogni sforzo di promozione e tutela ambientale. La lezione che arriva dai turisti stranieri e italiani è chiara: rispettare e prendersi cura dei luoghi che si amano è l’unico modo per garantirne la bellezza anche alle generazioni future.




