Il medico di Lampedusa parla ai giovani: testimonianza, memoria e dignità per i migranti
Stamattina, 13 febbraio, il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, per tanti anni in prima linea nel poliambulatorio dell’isola nella gestione delle migliaia di migranti, ha incontrato presso il cine-teatro Falcone/Borsellino i ragazzi e le ragazze dei Licei di Mistretta, sotto la guida della dirigente Maria Grazia Antinoro
Il suo intervento è stato come un pugno allo stomaco: intenso, autentico, impossibile da ignorare. Una testimonianza cruda e diretta, capace di scuotere le coscienze e di lasciare un segno profondo in chi ascoltava.

Con un’emozione a cui, forse, non si è più abituati, il dottor Bartolo ha parlato della sofferenza dei cosiddetti migranti. Ha dato loro un nome, raccontandone la storia per dare loro almeno questa forma di dignità.
Testimone consapevole e affranto delle sofferenze subite. Immani, terribili, inenarrabili, ineffabili. Migliaia di esseri umani costretti a lasciare la loro terra, la loro famiglia in cerca di un futuro migliore. Scappano dai lager della Libia, dal Niger, dal profondo sud dell’Africa, donne, uomini, minori, bambini.
Tante le storie, situazioni terribili, che superano di gran lunga il limite della condizione umana. Donne, tante, che non riescono a portare in terra sicura i loro bimbi. Morti, torture, e ancora morti.
Il Medico di Lampedusa, snocciola, come grani del Rosario, storie dolorose, al limite dell’indicibile. Si commuove e fa piangere, arriva al cuore di ragazzi e ragazze, forse, troppo avvezzi al benessere e alla realtà virtuale.

Foto, video, custoditi in una pen drive, che vogliono dire al mondo: restiamo umani. Allontaniamoci dal baratro delle banalità. Difendiamo la verità. Restiamo umani. Non siamo a rischio invasioni. Diciamo NO alle strumentalizziazioni.
Stiamo dalla parte dell’uomo, sempre, a qualunque latitudine viva. Insieme, per una società migliore. Stamattina sembra davvero possibile. Grazie, dottor Pietro Bartolo, eroe del nostro tempo. Grazie per aver ricordato, stamani, che un mondo migliore è possibile. I giovani, come stelle comete, ci guideranno. Crediamoci.




