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Pistunina, recuperato il corpo di Rosa Leone: due vittime e quattro dispersi. Si continua a scavare tra le macerie

La donna, sorella dell’imprenditore Carmelo Leone, è stata identificata dalla figlia Clelia. Ancora nessuna traccia di Sara Leone, Santino Magazzù, Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica. Settanta vigili del fuoco impegnati senza sosta. La Procura indaga sulle cause del crollo

È salito a due il bilancio delle vittime del crollo della palazzina avvenuto giovedì pomeriggio nel rione Pistunina, nella zona sud di Messina. Intorno alle 4 di questa mattina, sabato 1° agosto, i vigili del fuoco hanno completato il recupero del corpo senza vita di Rosa Leone, sorella dell’imprenditore Carmelo Leone, la prima vittima estratta dalle macerie nella giornata di venerdì.

Il riconoscimento è stato effettuato dalla figlia Clelia, rimasta per ore nei pressi dell’area delle operazioni in attesa di notizie sui propri familiari. Nell’abitazione, al momento del crollo, si trovava anche il marito di Rosa, Santino Magazzù, che risulta ancora disperso.

La speranza dei familiari e dei soccorritori resta adesso aggrappata alle ricerche delle altre quattro persone che mancano all’appello: Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa; Santino Magazzù; il collaboratore domestico di origine cingalese Lhairu Warnakulasuriya; e Alessandra Frazzica, la commessa messinese che lavorava nel bazar situato al primo piano dell’edificio.

Settanta vigili del fuoco continuano a scavare

Le operazioni di ricerca non si sono mai fermate. Circa settanta vigili del fuoco, giunti anche da altri comandi provinciali, stanno lavorando senza sosta in uno scenario estremamente complesso e pericoloso.

Le macerie vengono rimosse con grande cautela, procedendo per piccoli settori, per evitare ulteriori cedimenti e non compromettere eventuali spazi nei quali potrebbero trovarsi le persone ancora disperse. Ogni movimento viene valutato dai tecnici e dalle squadre specializzate, mentre le unità cinofile continuano a perlustrare le zone accessibili.

Nelle ultime ore proprio i cani da ricerca avrebbero indirizzato l’attenzione dei soccorritori verso una parte precisa dell’area del crollo. Si tratta, tuttavia, di indicazioni operative che devono essere verificate attraverso la progressiva rimozione dei detriti.

Il lavoro è reso particolarmente difficile dalla quantità di materiale collassato e dalle condizioni strutturali di ciò che resta della palazzina. Le operazioni procedono quindi lentamente, con l’obiettivo prioritario di tutelare sia le persone eventualmente intrappolate sia gli stessi soccorritori.

L’incendio e il fumo hanno rallentato i soccorsi

Sin dalle prime ore successive alla tragedia, uno degli ostacoli maggiori è stato rappresentato dall’incendio sviluppatosi tra le macerie e dal fumo prodotto anche dalle batterie collegate all’impianto fotovoltaico installato sull’edificio.

Il fumo denso e persistente ha limitato per diverse ore l’azione delle squadre a terra e delle unità cinofile, rendendo ancora più difficile individuare eventuali segnali di presenza sotto i detriti.

I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare contemporaneamente su più fronti: contenere i focolai, mettere in sicurezza le parti pericolanti, aprire varchi tra le macerie e proseguire la ricerca dei dispersi.

Una corsa contro il tempo che continua ormai da oltre un giorno e mezzo, senza interruzioni sostanziali, in condizioni fisiche e operative durissime.

Il primo corpo recuperato era quello di Carmelo Leone

La prima vittima accertata è stata Carmelo Leone, noto imprenditore messinese, il cui corpo è stato individuato e recuperato nella mattinata di venerdì 31 luglio.

Dopo il suo ritrovamento, il numero dei dispersi era sceso da sei a cinque. Il recupero di Rosa Leone, avvenuto questa notte, porta adesso il bilancio provvisorio a due morti e quattro persone ancora da ritrovare.

Una tragedia che ha colpito duramente la famiglia Leone: tre fratelli si trovavano nello stesso edificio al momento del cedimento. Carmelo e Rosa sono stati ritrovati senza vita, mentre di Sara non si hanno ancora notizie.

Con loro si trovavano Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya. Al piano sottostante lavorava invece Alessandra Frazzica, dipendente del bazar coinvolto nel crollo.

L’esplosione e il cedimento della palazzina

Il disastro si è verificato nel pomeriggio di giovedì 30 luglio, poco prima delle 16, quando una violenta esplosione ha preceduto o accompagnato il cedimento di una parte dell’edificio di tre piani, situato lungo la Statale 114.

La struttura ospitava locali commerciali ai piani inferiori e abitazioni nella parte superiore. Il crollo è stato improvviso e ha investito sia le persone presenti negli appartamenti sia alcuni lavoratori delle attività commerciali.

I soccorsi sono scattati immediatamente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale sanitario del 118, forze dell’ordine, Protezione civile e tecnici comunali. La zona è stata transennata e la viabilità lungo il tratto interessato è stata modificata per consentire il passaggio dei mezzi di emergenza.

Il Comune di Messina ha inoltre attivato il Centro operativo comunale e sospeso le iniziative pubbliche previste per il 31 luglio, in segno di rispetto e vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie.

L’inchiesta della Procura entra nel vivo: il procuratore D’Amato sul luogo del disastro

Mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca tra le macerie, l’inchiesta della Procura della Repubblica di Messina è entrata in una fase decisiva. Questa mattina il procuratore capo Antonio D’Amato ha raggiunto nuovamente il cantiere dei soccorsi a Pistunina per un briefing operativo con il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco e con i responsabili delle squadre impegnate nelle operazioni di recupero.

La presenza del magistrato sul luogo della tragedia testimonia la stretta sinergia tra attività investigative e operazioni di soccorso. Il confronto è servito a fare il punto sull’andamento delle ricerche, che continuano in condizioni particolarmente complesse a causa dei continui focolai che si riattivano sotto le macerie e della necessità di procedere con estrema cautela nella rimozione dei detriti.

Dopo il recupero delle prime due vittime, il fascicolo aperto dalla Procura, inizialmente per l’ipotesi di disastro colposo, si è inevitabilmente esteso anche al reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire con precisione la dinamica del crollo, accertare le cause del cedimento e verificare l’eventuale esistenza di responsabilità riconducibili a persone fisiche o a lavori eseguiti sull’immobile.

Nei prossimi giorni la Procura conferirà gli incarichi a un pool di consulenti tecnici composto da ingegneri strutturisti, geologi e altri specialisti, ai quali sarà affidato il compito di analizzare ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto. Parallelamente è stato attivato anche il protocollo previsto per gli infortuni nei luoghi di lavoro, con il coinvolgimento di Asp, Spresal e Inail, che svolgeranno gli approfondimenti di rispettiva competenza.

Secondo le prime valutazioni investigative, ancora del tutto preliminari, l’attenzione degli inquirenti sarebbe orientata verso un possibile cedimento strutturale dell’edificio, mentre perderebbe consistenza l’ipotesi di un’esplosione causata da una fuga di gas. Si tratta, tuttavia, di un quadro ancora provvisorio che dovrà trovare conferma nelle consulenze tecniche e negli accertamenti scientifici disposti dalla magistratura.

Fino alla conclusione delle operazioni di ricerca e alla completa messa in sicurezza dell’area, ogni valutazione sulle cause del crollo resta quindi prudenziale. Solo l’esito delle perizie consentirà di stabilire se il disastro sia stato determinato da criticità strutturali, da eventuali interventi edilizi o da altri fattori ancora in corso di accertamento.

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