Una scalinata trasformata in un tappeto di fiori e verde, lo slogan “L’ora del Ponte” a dominare l’ingresso di Palazzo Zanca e una piazza che, nonostante il freddo, si riempie progressivamente di cittadini, bandiere e sostenitori. Un migliaio circa. È questa l’immagine che ha accompagnato, nel pomeriggio del 28 marzo, la manifestazione pro Ponte sullo Stretto a Messina.
Sin dalle 16.30, piazza Municipio ha iniziato ad animarsi, con la presenza di rappresentanti istituzionali e politici di primo piano. Tra i primi ad arrivare, l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci. Atteso e poi protagonista dal palco, il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini.
Un’opera simbolo tra sviluppo e scontro politico
La manifestazione, promossa da centinaia di associazioni, ha rappresentato non solo un momento di sostegno al progetto infrastrutturale, ma anche un terreno di confronto politico e culturale. Lo slogan scelto dagli organizzatori è stato diretto e senza mezzi termini: sì alle grandi opere, no a quello che viene definito “benaltrismo”.
Dal palco, Salvini ha ribadito con forza la centralità del Ponte sullo Stretto come leva di sviluppo economico e sociale per il Mezzogiorno, collegandolo anche al contrasto alla criminalità organizzata.
“Sarà la più grande operazione contro mafia e ’ndrangheta, che prosperano dove non c’è lavoro”, ha dichiarato il ministro.
Un passaggio che sottolinea come l’infrastruttura venga presentata non solo come collegamento fisico tra Sicilia e Calabria, ma anche come strumento di rilancio occupazionale.

“Il Ponte degli italiani e della pace”
Nel suo intervento, Salvini ha insistito sul concetto di “remigrazione positiva”, immaginando il ritorno di migliaia di giovani costretti negli anni a lasciare il Sud per cercare opportunità altrove.
“Non sarà il Ponte della Lega, ma il Ponte degli italiani e della pace”, ha affermato, annunciando anche il progetto di una metropolitana dello Stretto con circa 200 corse giornaliere tra Sicilia e Calabria.
Il ministro ha inoltre contrapposto la manifestazione pacifica dei sostenitori alle proteste dei movimenti contrari, criticando duramente i “No ponte” e accusandoli di ostacolare il progresso.
Il sostegno delle istituzioni
Accanto a Salvini, numerosi esponenti politici e istituzionali hanno partecipato all’iniziativa, tra cui il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e quello della Calabria Roberto Occhiuto.
Schifani, affidando il proprio messaggio ai social, ha ribadito una posizione netta:
“Il Ponte s’ha da fare. È un sogno dei siciliani e abbiamo già accantonato risorse importanti per contribuire alla sua realizzazione”.
Presenti anche il viceministro Edoardo Rixi, i sottosegretari Matilde Siracusano e Claudio Durigon, oltre a parlamentari, amministratori locali e rappresentanti del mondo politico e imprenditoriale.
Un dibattito destinato a continuare
La manifestazione di Messina conferma come il Ponte sullo Stretto resti una delle opere più discusse e divisive del panorama nazionale. Da un lato, sostenuto come simbolo di modernizzazione, sviluppo e occupazione; dall’altro, contestato per criticità ambientali, economiche e sociali.
La giornata del 28 marzo, però, segna un punto chiaro: una parte significativa del territorio torna a mobilitarsi compatta per dire sì all’opera. E il dibattito, politico e pubblico, è destinato a proseguire con la stessa intensità.




