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Quando il carisma diventa inganno

Un frate di 66 anni, figura di riferimento per molte famiglie nell’ambito dei francescani rinnovati, si trova oggi imputato a Castelvetrano accusato di violenza sessuale su cinque minorenni e di aver manipolato una giovane donna in una relazione iniziata quando lei aveva 24 anni. Ieri, in aula, la testimone ha raccontato di viaggi a Ischia, Roma, Venezia, Milano pagati dal religioso, di richieste imbarazzanti come spogliarsi davanti a lui “per esprimere la libertà del corpo” e di attenzioni via via sempre più pressanti. La difesa parla di rapporti consenzienti, ma l’accusa e le testimonianze delineano uno scenario di manipolazione psicologica e di abuso di potere.

Se le accuse che gravano su frate Bernardino saranno confermate, non siamo di fronte soltanto a un reato, ma a un tradimento profondo. Tradimento della fiducia delle famiglie che avevano affidato i propri figli a un uomo di chiesa, tradimento della fede stessa, trasformata da strumento di guida spirituale a maschera dietro cui celare manipolazione e abuso.

In aula, la donna, oggi trentiquattrenne, ha raccontato di essere stata “manipolata” dal frate. Ha parlato di richieste umilianti e di effusioni imposte. La difesa parla di rapporto consenziente. E sulle più gravi accuse di abusi su bambine di appena dodici anni? Qui non c’è spazio per interpretazioni: un minore non può mai, per legge e per coscienza, essere “consenziente”. È violenza, pura e semplice.

Le famiglie che frequentavano il gruppo religioso vedevano in quel frate un punto di riferimento. La scoperta che proprio lui avrebbe approfittato della loro fiducia è una ferita che lacera non solo i singoli, ma l’intera comunità. Una ferita che richiama la Chiesa e le istituzioni religiose a un dovere di verità e trasparenza. Costituirsi parte civile è un segnale, ma non basta: servono strumenti di prevenzione, controlli più rigorosi, spazi di ascolto sicuri per chi denuncia.

L’abuso di potere è sempre odioso. Quando si traveste da fede, diventa un inganno doppio: colpisce il corpo e l’anima, il presente e la speranza. Se la giustizia confermerà i fatti, indignarsi non sarà sufficiente. Bisognerà pretendere responsabilità, protezione per i più fragili e un impegno concreto a impedire che il carisma di pochi si trasformi ancora in incubo per tanti.

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