Reggio Calabria. Dopo una lunga camera di consiglio, la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto Francantonio Genovese dalle accuse di riciclaggio contestate nell’ambito del procedimento Corsi d’Oro bis, pronunciando la formula piena: “perché il fatto non sussiste”.
Si tratta di un passaggio giudiziario rilevante in una vicenda complessa e stratificata, che negli ultimi anni ha attraversato più livelli di giudizio. A ricordarlo è l’avvocato Nino Favazzo, difensore dell’ex parlamentare, che ricostruisce i passaggi principali della lunga battaglia processuale.
Il precedente del 2019 e il rinvio della Cassazione
Già nel 2019, la Corte d’Appello di Messina, pur confermando la gran parte della sentenza di primo grado, aveva escluso la sussistenza dei reati di riciclaggio attribuiti a Genovese.
Quella decisione, tuttavia, era stata impugnata dalla Procura Generale di Messina. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di un nuovo esame, aveva annullato la pronuncia limitatamente ai capi riguardanti il riciclaggio, disponendo il rinvio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria. È in questo nuovo giudizio che è arrivata, ieri, la conferma definitiva dell’insussistenza dei fatti contestati.
Le parole della difesa
«La Corte reggina – dichiara l’avv. Favazzo – ha confermato quanto già affermato dai giudici messinesi: i reati di riciclaggio non sussistono. Si chiude così un capitolo importante della vicenda Corsi d’Oro bis. Attendiamo ora il deposito della motivazione per poter valutare gli ulteriori passi».
Il legale sottolinea inoltre che, una volta divenuta irrevocabile la nuova sentenza, sarà possibile procedere all’esecuzione della condanna residua, già definitiva, pari a sei anni e otto mesi, attualmente sospesa dall’ottobre 2021.
La prospettiva sulla pena residua
L’ex sindaco di Messina, dovrà scontare adesso una condanna a 6 anni e 8 mesi divenuta già definitiva per il processo Corsi d’oro bis, con le accuse a carico di Genovese di associazione a delinquere finalizzata alle truffe, tentata estorsione all’ex dirigente regionale siciliano della Formazione Ludovico Albert e una serie di reati tributari. La difesa ha annunciato che avanzerà richieste per una sensibile riduzione della pena da eseguire, tenendo conto del presofferto già scontato, della possibilità di accedere ad altri benefici e riduzioni, delle valutazioni che seguiranno al deposito delle motivazioni.
«Presenteremo tempestivamente le istanze necessarie – conclude Favazzo – poiché il quadro giuridico, dopo quest’ultima assoluzione, cambia in modo significativo».




