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Rifiuti, maxi gara da 257 milioni per 57 Comuni messinesi: un unico gestore fino al 2041

La Srr Messina Provincia pubblica il bando per affidare raccolta, trasporto e servizi amministrativi. Contratti da sette a tredici anni, con avvio differenziato in base agli appalti già in vigore

Una gara da oltre 257 milioni di euro per ridisegnare il servizio di igiene urbana in 57 Comuni della provincia di Messina. È il nuovo bando pubblicato dalla Srr Messina Provincia, chiamata a individuare il soggetto che si occuperà della raccolta e del trasporto dei rifiuti nei centri dell’ambito territoriale fino al 2041.

L’affidamento potrà essere assegnato a una grande impresa oppure a un raggruppamento di operatori economici. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione del servizio, oggi gestito attraverso numerosi appalti locali, e arrivare a un’organizzazione unitaria e maggiormente strutturata.

Contratti da sette a tredici anni

La durata dell’affidamento non sarà uguale per tutti i Comuni. I nuovi contratti avranno una durata compresa tra sette e tredici anni, con una media di circa dieci anni.

L’ingresso del nuovo gestore avverrà progressivamente, alla scadenza dei contratti attualmente in vigore nei singoli territori. Non ci sarà, quindi, un’unica data di avvio per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti.

La procedura comprende lo spazzamento, la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani differenziati e indifferenziati. Nel bando rientrano anche alcuni servizi amministrativi e finanziari, tra cui la predisposizione del Piano economico finanziario, il Pef, utilizzato per determinare i costi del servizio e le tariffe Tari.

Queste attività partiranno contemporaneamente in tutti i Comuni. La loro gestione unitaria dovrebbe consentire, secondo le previsioni della Srr, un risparmio complessivo vicino all’8 per cento, attraverso la riduzione degli affidamenti separati e dei relativi costi.

I 57 Comuni interessati

La gara coinvolge i Comuni di Acquedolci, Alcara Li Fusi, Basicò, Brolo, Capizzi, Capo d’Orlando, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Cesarò, Falcone, Ficarra, Floresta, Fondachelli-Fantina, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Graniti, Librizzi, Longi, Malvagna, Mazzarrà Sant’Andrea, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Moio Alcantara, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Motta d’Affermo, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Patti, Pettineo, Piraino, Raccuja, Reitano, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Sant’Agata di Militello, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, San Piero Patti, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa e Ucria.

Si tratta soprattutto di realtà di piccole e medie dimensioni distribuite tra i Nebrodi, la fascia tirrenica, l’area dei Peloritani e la zona dell’Alcantara.

Una gestione più centralizzata

Il nuovo modello segue l’indirizzo indicato dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che punta a una gestione dei rifiuti basata su ambiti territoriali più ampi e su strutture organizzative capaci di assicurare standard omogenei.

La centralizzazione dovrebbe consentire una programmazione comune, una maggiore uniformità nella qualità dei servizi e un controllo più preciso dei costi. La vera prova sarà però rappresentata dall’attuazione concreta dell’affidamento e dalla capacità del futuro gestore di adattare il servizio alle caratteristiche molto diverse dei 57 territori coinvolti.

Mazzarrà Sant’Andrea, gara da 15,5 milioni per la discarica

Parallelamente alla gara per l’igiene urbana, resta aperta la delicata questione della discarica dismessa di Mazzarrà Sant’Andrea, uno dei principali problemi ambientali del territorio messinese.

Dopo avere evitato la perdita dei finanziamenti del Pnrr, è stata avviata da Invitalia, per conto della Regione Siciliana, la procedura da oltre 15,5 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’area. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 21 settembre. Una volta aggiudicato l’appalto, i lavori dovrebbero durare circa due anni e mezzo.

Si è invece chiusa sul piano giudiziario la vicenda relativa al progetto per una piattaforma di trattamento dei rifiuti con produzione di biogas, inizialmente autorizzato e successivamente revocato dalla Regione. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha confermato la legittimità delle decisioni regionali.

Resta da stabilire se il progetto potrà essere ripensato in un’area diversa del territorio di Mazzarrà Sant’Andrea e più distante dalla discarica. Nel frattempo, la Srr ha raggiunto un’intesa con l’ambito territoriale di Termini Imerese per consentire il futuro conferimento dei rifiuti nell’impianto autorizzato alla società Asja Ambiente, quando la struttura sarà operativa.

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