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Salvati i fondi per le ambulanze 4X4 destinate al’Area Interna Nebrodi: ora si attende la convenzione

Un passo avanti dopo mesi di attesa e ritardi burocratici

Dopo mesi di attesa e lungaggini burocratiche, il progetto AINEB 22 vede finalmente un importante passo avanti. I fondi stanziati per l’acquisto di sette ambulanze 4×4 per l’Area Interna Nebrodi, quasi persi a causa dei ritardi, sono stati salvati grazie a una serie di incontri e tavoli tecnici che hanno definito un cronoprogramma preciso e completato tutti gli adempimenti necessari.


L’incontro in assessorato e la ripartenza dell’iter amministrativo

Dopo l’incontro tra i sindaci di Sant’Agata di Militello e Pettineo, Bruno Mancuso e Domenico Ruffino, con la funzionaria regionale incaricata, la dottoressa Lia Murè, per ricostruire l’intero percorso progettuale e riattivare l’iter amministrativo, via via sono stati consumati tutti i passaggi necessari. Ora l’ultimo passaggio rimasto è la stipula della convenzione tra l’Assessorato regionale alla Salute, Area interna Nebrodi e la SEUS, la società che gestisce l’urgenza emergenza sanitaria in Sicilia.


Ambulanze 4×4 destinate alle aree montane dei Nebrodi

Le ambulanze, una volta operative, saranno assegnate alle aree montane dei Nebrodi, dove la conformazione del territorio rende difficili e spesso pericolosi gli interventi di soccorso, specialmente nei mesi invernali. Allo stesso tempo, secondo accordi, i mezzi saranno messi a disposizione dei comuni delle aree interne per garantire assistenza sanitaria quando necessario.


La soddisfazione dell’on. Bernadette Grasso

Grande soddisfazione è stata espressa dall’onorevole Bernadette Grasso, che ha seguito da vicino la vicenda, presentando un’interrogazione parlamentare e sollecitando la Regione affinché il progetto non finisse per essere cancellato. «È un risultato importante – ha dichiarato – che dimostra come la pressione istituzionale e la denuncia pubblica possano produrre risultati concreti per i cittadini. Ora dobbiamo assicurarci che le ambulanze arrivino effettivamente sul territorio e siano operative al più presto».


Un progetto strategico rimesso in moto dopo anni di stallo

Il progetto AINEB 22, avviato nel 2020, ha attraversato una lunga e complessa fase di stallo che ha messo seriamente a rischio la perdita dei fondi stanziati con la delibera CIPE n. 43/2016, pari a 995.000 euro. Un finanziamento strategico che, senza un intervento tempestivo, sarebbe potuto svanire, lasciando i territori dei Nebrodi ancora una volta privi di risposte concrete sul fronte dell’emergenza sanitaria.


Vigilanza alta fino alla completa attuazione dell’intervento

Il cambio di passo è arrivato grazie all’attenzione riaccesa dall’inchiesta giornalistica di Quadrochiaro.it e, soprattutto, all’intervento deciso dell’onorevole Bernadette Grasso, che ha posto la questione al centro del dibattito istituzionale, sollecitando chiarimenti e azioni immediate. Un’azione che ha contribuito in modo determinante a rimettere in moto la macchina amministrativa e a restituire ai Nebrodi la prospettiva di un servizio sanitario più efficiente, capillare e adeguato alle difficoltà di territori montani e spesso penalizzati dall’orografia.

Questa vicenda evidenzia quanto sia indispensabile mantenere alta l’attenzione affinché progetti strategici per le aree interne non restino intrappolati nei meandri della burocrazia, finendo per tradire le aspettative delle comunità locali. La partita, dunque, non è ancora conclusa. La vigilanza dovrà restare alta fino alla completa attuazione dell’intervento, perché i cittadini dei Nebrodi meritano risposte concrete e durature, non semplici annunci o promesse destinate a rimanere sulla carta.

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