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Sanità convenzionata in Sicilia: il 26 novembre scatta la mobilitazione generale

Chiusura di studi medici, laboratori e strutture accreditate. Manifestazione regionale a Palermo.

La sanità convenzionata siciliana si prepara a una giornata di protesta senza precedenti. Mercoledì 26 novembre, studi medici, laboratori d’analisi e strutture accreditate resteranno chiusi per una serrata generale, mentre a Palermo si terrà una grande manifestazione regionale.

L’iniziativa è promossa dall’Intersindacale della sanità siciliana, che riunisce dieci sigle di categoria — Ardiss Fkt, Citds, Confcommercio Salute, Croat, Federbiologi, Mls, Sbv, Silab, Siod, Sara — con il supporto del Codacons. L’obiettivo è ottenere risposte concrete alle criticità che da anni gravano sul sistema sanitario regionale.

“Servono risposte immediate: la sanità è in sofferenza”

In una nota, le associazioni denunciano una situazione sempre più critica per le strutture convenzionate, costrette a operare tra ritardi amministrativi, risorse insufficienti e i vincoli imposti dal piano di rientro regionale.

Il fisiatra Salvatore Calvaruso sottolinea che “occorre insistere affinché le istituzioni consentano finalmente l’uscita dal piano di rientro, che da anni penalizza la sanità del territorio”.

Una protesta “globale” con adesioni da tutta l’isola

Secondo i promotori, l’adesione allo sciopero è compatta in tutte le province siciliane.

Per Pietro Miraglia, responsabile regionale FederBiologi, la mobilitazione “non è contro qualcuno, ma per una sanità equa e giusta” e vede il sostegno del “popolo siciliano”, chiamato a difendere il diritto fondamentale alla salute.

Durante l’assemblea dell’Intersindacale, svoltasi all’Astoria Palace Hotel di Palermo con oltre 250 delegati, sono state approvate due mozioni: la manifestazione regionale del 26 novembre a Palermo e la chiusura delle strutture convenzionate fino a che non arrivino risposte istituzionali chiare.

“La sanità deve essere garantita a tutti”

Tra gli interventi, quello di Antonella Danile (Confcommercio Salute, Sanità e Cura Agrigento), che ricorda come l’assistenza sanitaria sia un diritto essenziale, soprattutto per chi vive in condizioni economiche difficili.

Miraglia ribadisce: “Il diritto alla cura e alla libera scelta del luogo di assistenza è un pilastro costituzionale e non può essere compromesso”.

“Non chiediamo privilegi, ma rispetto”

Le sigle che guidano la mobilitazione spiegano che la giornata del 26 novembre non vuole rappresentare uno scontro, ma un momento di consapevolezza e unità.

“Difendere la sanità convenzionata significa difendere il diritto universale alla salute. Senza queste strutture, la sanità siciliana si blocca. Chiediamo solo rispetto e condizioni che permettano di continuare a garantire cure ai cittadini”.

“Chiusura ad oltranza”

Mercoledì, mentre gli studi resteranno chiusi, prenderà il via una manifestazione in piazza Indipendenza. Due gazebo rimarranno stabilmente davanti a Palazzo d’Orléans e all’assessorato alla Salute, presidi che continueranno finché non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni.

Nella comunicazione ufficiale, le sigle annunciano già la possibilità di una “chiusura ad oltranza” degli ambulatori specialistici, qualora la situazione non dovesse sbloccarsi.

La nota che accompagna lo sciopero contiene una denuncia netta: “La sanità siciliana non è ostaggio di Roma: è ostaggio dell’incapacità regionale”. Un’accusa che va al centro del problema, evidenziando criticità strutturali ormai croniche: tariffe ferme da vent’anni, contratti siglati a esercizi già scaduti e budget che non vengono mai definiti nei tempi stabiliti dalla legge.

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