Il passaggio di Domenico Barbuzza al vertice del Parco dei Nebrodi agita gli equilibri politici di Sant’Agata di Militello. L’assessore con delega a Bilancio, Finanze, Patrimonio, Economia, Tributi, Servizi cimiteriali e Viabilità ha infatti oggi comunicato le sue dimissioni, che diventeranno effettive alla vigilia dell’insediamento ufficiale, previsto per domani nella sede dell’Ente Parco. Una scelta dettata dalla volontà di dedicarsi interamente al nuovo incarico, ma che apre un vuoto pesante nella Giunta Mancuso. Quello di Barbuzza non è un assessorato qualsiasi: è una casella chiave, strategica, su cui adesso è già in corso un vero e proprio braccio di ferro politico.
Forza Italia alza la voce: “Tocca a noi”
A rivendicare con forza il posto è Forza Italia, e in particolare l’area che fa riferimento alla deputata regionale Bernadette Grasso, determinata a mantenere il presidio politico occupato fino a oggi da uno dei suoi uomini più fidati. Il nome in pole position è quello di Maria Damiano, figura considerata vicinissima alla Grasso e negli ambienti interni descritta come erede naturale di Barbuzza. Le ultime ore, però, hanno portato in superficie una seconda opzione: un assessore esterno al consiglio comunale, individuato in Marco Vicari, anche lui orbitante nell’area Grasso. Una soluzione che permetterebbe a Forza Italia di allargare la propria rappresentanza senza intaccare gli equilibri consiliari.
La scelta a Mancuso
La settimana sarà decisiva. I vertici del partito si riuniranno per indicare ufficialmente un nome, ma la decisione finale spetta al sindaco Bruno Mancuso, chiamato a valutare se puntare su una figura interna al consiglio — come la Damiano — oppure su un tecnico esterno. Una scelta che non sarà priva di conseguenze: la casella lasciata da Barbuzza vale peso politico e controllo su deleghe fondamentali, proprio mentre l’amministrazione entra nei mesi cruciali della programmazione triennale. Con il trasferimento di Barbuzza al Parco dei Nebrodi, insomma, la maggioranza si trova davanti al primo vero nodo politico del nuovo ciclo. E la partita, tutt’altro che scontata, è appena cominciata.




