A Sant’Agata di Militello cambia il vertice della Polizia Municipale, ma dietro la nomina del vice segretario generale Antonino Bertolino, che sostituisce il comandante Giuseppe Vitale, si insinua l’ombra di una decisione politica più che tecnica. La revoca dell’incarico a Vitale, avvenuta d’imperio con determina sindacale firmata dal sindaco Bruno Mancuso, lascia molti interrogativi aperti, soprattutto alla luce delle tensioni sorte attorno alla controversa “bretella” di contrada Orecchiazzi, un’opera pubblica finanziata con 200 mila euro dal Ministero dell’Interno.
La strada, riqualificata con fondi statali, sarebbe dovuta diventare un collegamento aperto a tutti, dopo anni di interdizioni giustificate da un’ordinanza del 2012, firmata dall’allora comandante Ciccarello, che vietava il transito se non ai residenti per motivi di sicurezza. Eppure, nonostante l’ammodernamento fatto con denaro pubblico, la segnaletica stradale continuava a imporre il divieto di transito eccetto ai residenti, la cui presenza politica non può essere ignorata, dato che tra questi vive anche una consigliera di maggioranza, Daniela Pilato. L’ipotesi di un privilegio clientelare sembra più che legittima, soprattutto considerando la recente adesione di Pilato alla Lega, il partito che con il consigliere Ferraù ha puntato i piedi proprio sull’ordinanza nuova ordinanza dell’oramai ex comandante Giuseppe Vitale che, giustamente, in una strada pubblica nuova di zecca, riqualificata con soldini pubblici, aveva istituito il doppio senso di circolazione e il divieto di sosta su entrambi i lati della bretella.
Questa cosa non è andata giù al consigliere Ferraù che ha presentato un’interrogazione al sindaco per chiedere la revoca di quell’ordinanza, accusando il provvedimento di Vitale di violare norme del Codice della Strada, della sicurezza e di danneggiare il patrimonio architettonico locale. Una protesta politica feroce che non ha nascosto lo scontro con il comandante Vitale, “colpevole” di aver fatto rispettare la legge anziché piegarsi all’interesse di partito. Non a caso, poco dopo, Vitale viene sostituito e l’intero comando viene affidato ad interim a Bertolino, figura di fiducia amministrativa. Un chiaro segnale – secondo molti i cittadini santagatesi che abbiamo avuto modo di intervistare – dove si evince la politica che punisce chi non si allinea.
Non si tratta di una semplice questione burocratica né di necessità organizzativa – affermano in tanti – ma di un vero e proprio affronto alla funzione pubblica, che rischia di trasformare la Polizia Municipale in uno strumento di controllo politico e non di tutela dell’interesse collettivo. Alla faccia dei 200 mila euro spesi per un’opera che, anziché collegare e aprire una strada, sembra solo rinsaldare i legami tra gli interessi di parte e le alleanze politiche locali, in una cinghia di trasmissione tra quelli che sembrano interessi di partito, vicinati influenti e fedeltà di corrente
Curioso (ma forse non troppo) che poco dopo l’interrogazione, la consigliera Pilato abbia formalizzato la propria adesione alla Lega di Salvini, lo stesso partito di Ferraù.
E ancora più curioso che, a distanza di poche settimane, proprio Vitale sia stato sollevato dall’incarico.
Il caso di Sant’Agata si fa così emblema di una realtà in cui la politica locale non teme di intervenire pesantemente sulla macchina amministrativa per piegarla ai suoi voleri, e dove chi osa resistere paga il prezzo della carriera e della dignità professionale.




