Il confronto che si è svolto ieri sera, venerdì 14 novembre, nel Salone della Parrocchia Sacro Cuore di Sant’Agata di Militello — al quale hanno partecipato anche Pietro Bartolo, Davide Faraone e Ismaele La Vardera, guidati dalla moderazione di Stefania Dubolino — era dedicato ai temi della sanità, della legalità e del bene comune ed è stato organizzato dal Comitato “Cambio di Rotta”.
Oggi, a poche ore di distanza, l’evento fa parlare più per le affermazioni di Ismaele La Vardera, ritenute gratuite e infamanti dal sindaco Bruno Mancuso, che per l’importanza delle questioni affrontate: un ospedale pubblico allo stremo, un porto mai completato, un lungomare che cede e un Parco dei Nebrodi gravato da mille criticità. Temi che avrebbero meritato un dibattito tecnico. Ma la politica, si sa, non resta mai fuori dalla porta.
La Vardera accende la miccia
A prendere in mano il fiammifero ci ha pensato il deputato regionale Ismaele La Vardera, mai timido quando c’è da affondare il colpo. Nel suo intervento, dopo aver parlato di una sanità “disastrosa”, l’ex Iena ha puntato l’indice contro:
«Mentre Schifani e compagnia sono chiusi dentro il palazzo reale a studiare strategie per salvarsi la poltrona, io continuo a girare la Sicilia in lungo e in largo. Stasera a Sant’Agata in provincia di Messina, per parlare della situazione disastrosa dell’ospedale , e di un sindaco vicino a Cuffaro, che ha lasciato che lo stesso venisse smantellato.
Non ci possiamo arrendere, abbiamo l’obbligo di creare una reale alternativa. Vedere tutta questa partecipazione, tante domande ed entusiasmo mi porta a pensare che possiamo uscire dalla palude»
Parole ritenute pesanti, pronunciate davanti a una platea attenta.
La replica di Bruno Mancuso
Sulla sua pagina Facebook, il sindaco Bruno Mancuso interviene direttamente dopo le dichiarazioni di La Vardera, prendendo subito posizione:
«Mi riferiscono di un post dell’on. La Vardera in cui sono accusato come vicino a Cuffaro. In effetti ho un’antica e semplice amicizia con Totò Cuffaro, a prescindere dalle appartenenze e dalle dinamiche politiche, ma non vedo alcun nesso con i ruoli e i comportamenti di ciascuno, che appartengono alla sfera personale.»
Mancuso parla apertamente di un attacco costruito per insinuare dubbi sulla sua figura:
«È chiaro l’intento dell’inquisitore La Vardera, adeguatamente istruito e pilotato, di accostare il mio nome a quello di Cuffaro per muovere accuse infamanti nei miei confronti.»
Il sindaco contesta la genericità delle affermazioni ricevute
«Quando si tirano in ballo persone perbene Mentre Schifani e compagnia sono chiusi dentro il palazzo reale a studiare strategie per salvarsi la poltrona, io continuo a girare la Sicilia in lungo e in largo. Stasera a Sant’Agata in provincia di Messina, per parlare della situazione disastrosa dell’ospedale , e di un sindaco vicino a Cuffaro, che ha lasciato che lo stesso venisse smantellato.
Non ci possiamo arrendere, abbiamo l’obbligo di creare una reale alternativa. Vedere tutta questa partecipazione, tante domande ed entusiasmo mi porta a pensare che possiamo uscire dalla palude.come il sottoscritto, le accuse andrebbero almeno specificate e circostanziate, anche se non provate. Le subdole e generiche insinuazioni di cui è artefice Lavardera hanno invece il carattere di accuse gratuite e infamanti, che farebbe bene ad evitare.»
Pur mantenendo il tono fermo, Mancuso chiude con una nota di rammarico
«Sono dispiaciuto perché apprezzo molto le battaglie per la legalità che l’on. La Vardera conduce con coraggio e il suo impegno contro la politica del malaffare. Ma prestare il fianco a discutibili suggeritori e ‘sparare nel mucchio’ solo per fare rumore certamente non gli fa onore.»




