L’imminente nomina di Domenico Barbuzza alla presidenza del Parco dei Nebrodi segna un nuovo capitolo nella politica santagatese. Con il suo passaggio al vertice dell’Ente Parco, Barbuzza si appresta infatti a rassegnare le dimissioni da assessore comunale con delega a Bilancio, Finanze, Patrimonio, Economia, Tributi, Servizi cimiteriali e Viabilità, lasciando così vacante un posto chiave all’interno della Giunta guidata dal sindaco Bruno Mancuso.
Secondo indiscrezioni raccolte da ambienti politici locali, la casella lasciata libera da Barbuzza sarebbe destinata a Forza Italia, in particolare all’area che fa capo alla deputata regionale Bernadette Grasso. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Maria Damiano, figura vicina alla stessa Grasso e, come Barbuzza, considerata una delle sue fedelissime. Tuttavia, non è ancora detto che la Damiano prenderà ufficialmente posto in Giunta: tra le ipotesi sul tavolo vi sarebbe anche quella di un uomo della Grasso esterno al consiglio comunale (Marco Vicari)
Verso un possibile rimpasto
Le voci di corridoio parlano anche di un possibile mini-azzeramento della Giunta, con la sostituzione di alcuni assessori. Gli “intoccabili” resterebbero Calogero Pedalà, da sempre considerato uomo di fiducia del sindaco, e Valeria Fazio, forte di un largo consenso personale alle ultime elezioni (circa mille preferenze).
A rischio sarebbero invece le posizioni di Ilaria Pulejo e Salvatore Sanna. In caso di rimpasto, potrebbero subentrare o Salvatore Armeli o la consigliera Daniela Pilato, fresca di passaggio alla Lega, e Marzio Poma, in quota Forza Italia e vicino al senatore Tommaso Calderone. Ma proprio su quest’ultimo nome non tutti sarebbero d’accordo: nell’esecutivo infatti, l’area Calderone risulta già rappresentata dalla Fazio, e c’è chi teme un eccessivo sbilanciamento.
L’ipotesi Fratelli d’Italia e lo scenario “a sei mesi”
Per equilibrare le forze politiche, prende quota anche l’ipotesi Enrico Natale, nome gradito a Fratelli d’Italia, che garantirebbe così una presenza del partito nel governo cittadino. Un modo per accontentare tutti i fronti della maggioranza e dare all’esecutivo un’immagine di maggiore compattezza.
Nel frattempo, c’è anche chi suggerisce al sindaco di non affrettare le scelte. In particolare, l’onnipresente Antonio Scurria avrebbe invitato Mancuso a lasciare vacante per sei mesi la poltrona lasciata da Barbuzza, come consentito dalla normativa, in attesa di un quadro politico più chiaro.
Un suggerimento che il primo cittadino non sembra escludere a priori, segno di un momento di riflessione e di fermento politico in vista delle prossime mosse.
Come finirà? Tutto dipenderà dalle decisioni che Bruno Mancuso assumerà nei prossimi giorni: se optare per una Giunta rinnovata, più ampia e bilanciata tra le anime della maggioranza, oppure per una soluzione temporanea, lasciando il seggio vacante in attesa di tempi più maturi. Una cosa è certa: la partenza di Domenico Barbuzza non è solo un cambio di delega, ma l’inizio di una nuova fase politica per il Comune di Sant’Agata di Militello.




