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Sant’Agata, emergenza loculi: il Comune ordina 15 estumulazioni. Salme ancora nella sala mortuaria e nella cappella

Non è più soltanto una situazione segnalata, raccontata o denunciata da QuadroChiaro. Adesso c’è un atto ufficiale del Comune che mette nero su bianco la condizione in cui versa il cimitero comunale di contrada Cuccubello.

Con l’ordinanza sindacale n. 102 di oggi, 19 agosto 2026, il sindaco Bruno Mancuso ha disposto l’estumulazione ordinaria di 15 salme tumulate in loculi le cui concessioni risultano scadute da oltre 99 anni. L’obiettivo è altrettanto esplicito: recuperare posti da destinare prioritariamente alle salme che, per mancanza di loculi disponibili, si trovano ancora temporaneamente depositate nella sala mortuaria e nella cappella/chiesa del cimitero. Ed è proprio qui che il provvedimento assume un significato che va ben oltre la normale gestione delle concessioni cimiteriali.

Il Comune certifica la carenza di loculi

Nelle premesse dell’ordinanza l’Amministrazione mette nero su bianco una situazione che QuadroChiaro denuncia da tempo: al cimitero comunale esiste una «significativa carenza di loculi disponibili per le nuove tumulazioni», tale da creare difficoltà nella gestione ordinaria e da rendere necessario il recupero degli spazi relativi a concessioni ormai scadute.

Ma il dato più significativo è un altro. La mancanza di posti ha già costretto il Comune a depositare temporaneamente alcune salme nella sala mortuaria e nella cappella/chiesa del cimitero, in attesa di una sepoltura idonea.

Il problema, dunque, non appartiene più soltanto alla programmazione futura né può essere ridotto alla necessità di ampliare la disponibilità di loculi. È una criticità concreta e attuale, più volte raccontata da QuadroChiaro, che oggi trova conferma nello stesso atto dell’Amministrazione: per fronteggiare l’indisponibilità di sepolture si è dovuto ricorrere a locali destinati ordinariamente ad altre funzioni, trasformandoli di fatto in spazi per il deposito temporaneo dei feretri.

Il caldo e le possibili criticità igienico-sanitarie

È però il riferimento alle condizioni igienico-sanitarie a dare all’ordinanza un peso particolare. Il Comune afferma che la permanenza delle salme nei locali di deposito oltre il periodo strettamente necessario costituisce una situazione da superare “con la massima tempestività”, soprattutto in considerazione delle condizioni climatiche della stagione estiva.

Le elevate temperature, precisa ancora l’ordinanza, possono aggravare le condizioni igienico-sanitarie dei locali destinati al deposito temporaneo, rendendo necessario ridurre al minimo indispensabile la permanenza dei feretri. Il concetto viene ribadito più avanti: temperature elevate e protrarsi della permanenza delle salme possono determinare “condizioni di maggiore criticità sotto il profilo igienico-sanitario”. Per questo il Comune considera prioritario rendere disponibili nuovi posti, anche per assicurare il rispetto delle condizioni igieniche, del decoro del cimitero e della dignità dei defunti.

Occorre però essere precisi. L’ordinanza non certifica l’esistenza di un’emergenza sanitaria in atto, né afferma che vi sia già un rischio concreto per la popolazione. Dice però qualcosa che non può essere sottovalutato: l’attuale situazione, soprattutto con il caldo estivo, può determinare maggiori criticità igienico-sanitarie e deve pertanto essere superata rapidamente. Una formulazione prudente sul piano amministrativo, ma sufficientemente chiara sul piano sostanziale.

La soluzione immediata: liberare 15 loculi ultrasecolari

Per fronteggiare la situazione gli uffici comunali hanno individuato 15 loculi con concessioni scadute da oltre 99 anni, già ricompresi nella deliberazione di Giunta municipale n. 75 del 20 maggio 2026. Secondo quanto riportato nel provvedimento, allo stato degli atti non risultano titoli concessori ancora efficaci che possano impedire le operazioni di estumulazione.

L’elenco dei loculi interessati era stato preventivamente pubblicato e, nel periodo previsto dall’avviso, non sarebbe pervenuta alcuna opposizione, richiesta o osservazione da parte di familiari, eredi, concessionari o altri soggetti aventi titolo. A quel punto l’Amministrazione ha ritenuto conclusa la fase di pubblicità e ha disposto di procedere.

Estumulazioni “con la massima tempestività”

Il dispositivo dell’ordinanza è altrettanto esplicito. Le estumulazioni dovranno essere avviate “con carattere prioritario e con la massima tempestività”, compatibilmente con gli adempimenti tecnici, amministrativi e igienico-sanitari necessari. Per ogni salma dovrà essere redatto un verbale con l’esito dell’operazione e la destinazione dei resti mortali.

In caso di completa mineralizzazione, i resti saranno raccolti in apposite cassette ossario; qualora invece la mineralizzazione non fosse completa, dovranno essere seguite le procedure previste dalla normativa vigente. I loculi liberati saranno destinati prioritariamente proprio alle salme che oggi si trovano nella sala mortuaria e nella cappella del cimitero comunale.

Quindici posti possono tamponare il problema. Ma lo risolvono?

È questo, probabilmente, il punto politico e amministrativo più importante. L’ordinanza individua una risposta immediata: liberare 15 loculi per consentire la sistemazione di almeno una parte delle salme oggi in deposito.

Ma il documento non chiarisce quante siano complessivamente le salme in attesa, da quanto tempo si trovino nei locali temporanei, quanti loculi servano effettivamente nel breve e medio periodo, quale sia il fabbisogno del cimitero nei prossimi mesi e quando saranno disponibili nuovi spazi strutturali. In altre parole, il recupero dei vecchi loculi può rappresentare una soluzione necessaria nell’immediato, ma resta da capire se possa anche incidere realmente sulle cause di una carenza che appare ormai strutturale.

Ed è un passaggio che merita attenzione. Perché un’amministrazione che, nel pieno dell’estate, è costretta a recuperare sepolture con concessioni scadute da quasi un secolo per trovare spazio alle salme in attesa sta certamente affrontando l’emergenza. Ma contemporaneamente sta anche certificando, con un proprio atto, che il problema è arrivato a un livello tale da non consentire più una normale gestione delle tumulazioni.

Il nodo dei controlli sanitari

Un altro punto resta aperto. L’ordinanza dispone la trasmissione dell’atto anche all’Azienda sanitaria provinciale competente, ma soltanto “ove previsto dalla normativa e dal vigente Regolamento comunale”. Dal provvedimento non emerge però se sia già stato effettuato un sopralluogo dell’Asp nei locali dove sono custoditi i feretri, né vengono riportate valutazioni sanitarie, prescrizioni o verbali relativi alle condizioni degli ambienti.

Ed è proprio questa una delle questioni che restano da chiarire. Se lo stesso Comune riconosce che il caldo e il protrarsi del deposito possono determinare maggiori criticità igienico-sanitarie, sarebbe utile sapere se l’autorità sanitaria abbia effettuato verifiche, quando e con quale esito.

Un’ordinanza che fotografa un problema più grande

Tre giorni prima dell’ordinanza, QuadroChiaro, nella sua inchiesta, aveva posto una serie di interrogativi sulla situazione del cimitero: le salme custodite nei locali di deposito, le temperature elevate, gli odori segnalati e la necessità di verificare eventuali criticità igienico-sanitarie. Lo avevamo fatto con la necessaria prudenza, senza parlare di emergenza sanitaria in assenza di un accertamento dell’Asp.

Oggi è lo stesso Comune a mettere nero su bianco una situazione che non lascia spazio a equivoci. Alcune salme sono temporaneamente depositate nella sala mortuaria e nella cappella/chiesa a causa della mancanza di loculi e questa condizione, secondo l’ordinanza, deve essere superata «con la massima tempestività». L’atto riconosce inoltre che le elevate temperature, unite al protrarsi della permanenza dei feretri, possono determinare maggiori criticità sotto il profilo igienico-sanitario.

È proprio qui che sta il valore dell’ordinanza del 19 agosto: nella chiarezza con cui fotografa una condizione che fino a pochi giorni fa sollevava interrogativi e che adesso trova riscontro in un documento ufficiale. Carenza di loculi, salme in attesa nei locali del cimitero, caldo estivo e possibili criticità igienico-sanitarie sono elementi espressamente richiamati dal Comune, che dispone il recupero urgente di 15 posti attraverso altrettante estumulazioni. Sono fatti, non interpretazioni.

Rimane però la domanda decisiva: una volta liberati questi 15 loculi, cosa succederà?

Perché un’urgenza può essere tamponata recuperando nell’immediato nuovi posti. Una carenza strutturale, invece, richiede programmazione, spazi, investimenti e tempi certi. Ed è su questo terreno che servono adesso le risposte: quanti feretri sono ancora in attesa, quale sia il reale fabbisogno del cimitero, quali interventi siano già finanziati, quando saranno disponibili nuovi loculi e quale sia, soprattutto, il piano dell’Amministrazione per evitare che la soluzione individuata nell’agosto 2026 finisca semplicemente per spostare il problema qualche mese più avanti. L’ordinanza è stata pubblicata all’Albo Pretorio comunale oggi, il 19 agosto e vi resterà fino al 3 settembre 2026.

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