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Sant’Agata, emergono resti umani dalle botole scoperti nel cimitero comunale

Sono ufficialmente iniziate le operazioni di accesso agli ossari sotterranei del cimitero comunale di Sant’Agata di Militello, al centro di un’inchiesta giudiziaria avviata dopo un ritrovamento definito dagli inquirenti di estrema delicatezza. Il sopralluogo effettuato nelle prime ore della mattinata ha fatto emergere una realtà rimasta nascosta per decenni, sepolta nei locali ipogei del camposanto, in condizioni di evidente degrado, segnate dal tempo e dall’assenza di manutenzione.

AmbientI chiusi dagli anni Sessanta

Secondo quanto riferito dal custode del cimitero nel corso del primo intervento della Guardia di Finanza, quegli ambienti non venivano aperti dalla fine degli anni Sessanta. Per accedere ai locali è stato necessario calarsi a una profondità di circa cinque-sei metri, operazione particolarmente complessa che ha richiesto l’intervento del Soccorso Alpino, della Guardia di Finanza di Nicolosi, impegnato nelle manovre di sicurezza, nei rilievi tecnici e nella documentazione fotografica.

Il sopralluogo con magistrato e medico legale

Alle operazioni hanno assistito il sostituto procuratore della Repubblica di Patti, titolare dell’indagine, Andrea Apollonio e il medico legale Elvira Ventura Spagnolo, chiamata a fornire un primo inquadramento tecnico dei reperti rinvenuti.

Casse mortuarie, resti ossei e sacchi di plastica

All’interno degli spazi ispezionati sono stati individuati materiali di varia natura: parti lignee riconducibili a casse mortuarie dismesse, residui metallici e resti ossei ritenuti compatibili con ossa umane. Una parte significativa di questi reperti risultava ammassata all’interno di sacchi di plastica, modalità che solleva interrogativi sia sotto il profilo igienico-sanitario sia sotto quello del rispetto dovuto ai defunti.

La bara con data 1997

Particolarmente rilevante il rinvenimento di una bara recante un’iscrizione funebre datata 1997, elemento che contribuisce a rendere il quadro ancora più complesso. La presenza di una data relativamente recente in ambienti che, secondo le dichiarazioni, non sarebbero stati utilizzati da oltre mezzo secolo, apre interrogativi sulla gestione dell’area nel corso degli anni e sull’eventuale utilizzo improprio dei sotterranei anche in epoche successive.

Accertamenti e ipotesi di reato

Alla luce delle risultanze emerse, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti tecnici e investigativi, necessari per stabilire con precisione la natura dei materiali rinvenuti — attualmente classificati come rifiuti speciali — e per ricostruire tempi, modalità e responsabilità del loro collocamento nei locali sotterranei del cimitero.

È stato intanto avviato un procedimento penale contro ignoti, nell’ambito del quale vengono ipotizzati i reati di deposito incontrollato di rifiuti derivanti da attività di esumazione ed estumulazione, nonché quelli di distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere. Reati gravi, che chiamano in causa non solo il rispetto delle norme ambientali, ma anche la tutela della dignità dei resti umani.

Attesa per gli sviluppi dell’inchiesta

L’evoluzione dell’inchiesta potrebbe comportare, come atto dovuto, l’iscrizione di uno o più nominativi nel registro degli indagati, una volta chiarito il perimetro delle responsabilità. Nel frattempo, il cimitero di Sant’Agata di Militello si trasforma da luogo di raccoglimento a scenario di un’indagine giudiziaria complessa, destinata ad avere ripercussioni profonde sulla comunità locale.

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