Continua a far discutere a Sant’Agata di Militello la storia di “nonna Carla” (nome di fantasia), una donna che da anni si prende cura dei suoi due nipotini affidati dal Tribunale per i Minorenni, ma che oggi lotta contro la burocrazia e l’indifferenza delle istituzioni.
L’interrogazione in Consiglio
A riaccendere i riflettori sul caso è stata un’interrogazione urgente presentata dalla minoranza consiliare, che pone all’Amministrazione comunale una serie di domande critiche:
- perché il sostegno economico sia stato bloccato nonostante fosse previsto fino a fine anno e la situazione socio-economica della famiglia sia rimasta invariata;
- come si spiega l’uso di una relazione datata 30 giugno 2025 per modificare un provvedimento basato su un documento precedente;
- se non sia incoerente negare il contributo, visto che il Comune ha risparmiato migliaia di euro passando dall’affidamento in comunità, che costava circa 3.000 euro mensili a bambino, al collocamento presso la nonna.
L’interrogazione evidenzia inoltre il rischio per il Comune qualora la nonna non potesse più prendersi cura dei bambini, poiché si dovrebbero affrontare costi molto più elevati per un eventuale rientro in strutture private.
Si richiede anche perché siano state respinte le richieste di esonero dal pagamento della retta dell’asilo e dei buoni mensa, nonostante le condizioni economiche difficili e l’affidamento formale al Comune. Infine, si sollecita l’Ente a rispettare gli obblighi disposti dal Tribunale per i Minorenni, garantendo un sostegno stabile e continuativo per il benessere dei minori, e a valutare l’eventuale revoca in autotutela della sospensione del contributo.
La testimonianza di “nonna Carla”
Nonna Carla racconta la sua difficile situazione:
“Dicono che percepisco un reddito più alto. Un reddito che da quel che ho appreso dalla relazione dopo aver fatto accesso agli atti, è quanto, se non addirittura superiore, a quello di un impiegato di banca. Tutto falso. Hanno detto che, per una mia passione che curo da anni, percepisco denaro. Falso. Affermano che lavoro in una palestra. Falso. Cose mai dichiarate e non vere. Sembrano avere presunte prove, ma io smentisco tutto. E’ solo un accanimento nei miei confronti”.
Inoltre, per aggiungere elementi atti a giustificare il blocco del contributo, il Comune ha considerato il mantenimento del mio secondo compagno, ad indirizzo di mio figlio, facendo allusioni a somme che in realtà nulla hanno a che vedere con i miei nipoti”.
La donna denuncia altresì che il padre dei bambini, contrariamente alle affermazioni dei servizi sociali, non contribuisce regolarmente, ma sporadicamente e con esigue risorse. Secondo quanto racconta “nonna Carla”, i servizi sociali avrebbero contattato il padre dei bambini offrendogli un singolare sostegno per la compilazione dei moduli relativi alla retta e alla mensa scolastica. Un’iniziativa mai vista prima, che arriva proprio in un momento delicato, mentre gli uffici sono al centro delle polemiche. La donna teme che presto possa comparire nel fascicolo comunale una dichiarazione che attesti versamenti del padre ai figli, sebbene la realtà, sostiene, sia ben diversa. “Tra il mettere le carte in ordine e i fatti concreti – osserva – c’è un abisso”.
Una vicenda emblematica
Questa vicenda si rivela un caso emblematico delle difficoltà che incontrano le persone che, con amore e sacrificio, crescono minori in situazioni fragili, trovandosi però abbandonate da un sistema che si dimostra spesso privo di umanità e coerenza.
“Mi ritrovo sola – racconta nonna Carla – con poco più di 9.000 euro l’anno per far crescere due bambini. Il Comune preferisce risparmiare pochi spiccioli tagliando il contributo, basandosi su dichiarazioni false – e sono pronta a ribadirlo dinnanzi a qualsiasi giudice – a mio danno”.
Il dubbio sulla gestione dei servizi sociali
“Prima dell’arrivo della nuova dirigente ai servizi sociali, ricevevo regolarmente il contributo di 400 euro, nonostante avessi un ISEE leggermente più alto. Ora, con una situazione economica pressoché identica, quel sostegno mi è stato tolto. Delle due l’una: o si è sbagliato prima, o si sta sbagliando adesso. Non posso fare a meno di chiedermi se dietro questa decisione non ci sia una questione personale. A rafforzare i miei dubbi c’è anche il fatto che mi sia stata respinta perfino la richiesta di esonero dal pagamento della retta dell’asilo nido.”
Questa testata resta a disposizione dell’Amministrazione comunale di Sant’Agata di Militello per accogliere eventuali repliche, chiarimenti o precisazioni in merito alla vicenda esposta, qualora lo ritenesse opportuno.




