Con la fine delle festività natalizie si chiude anche il periodo di riflessione richiesto dal sindaco Bruno Mancuso per sciogliere il nodo della nomina del nuovo assessore comunale, chiamato a occupare la casella lasciata vacante da Domenico Barbuzza, dimessosi per assumere l’incarico al Parco dei Nebrodi. Non è escluso, tuttavia, che il primo cittadino possa optare per una soluzione più ampia, procedendo a un rimpasto complessivo della giunta.
Secondo indiscrezioni, l’ipotesi più accreditata sarebbe quella di una ricostruzione dell’esecutivo partendo da due punti fermi: Calogero Pedalà, attuale vicesindaco e amico fraterno di Mancuso, e Valeria Fazio, considerata politicamente intoccabile. Una soluzione che consentirebbe al sindaco di Sant’Agata di uscire dal vero e proprio cul de sac politico in cui si trova, recuperando margini di manovra utili per riequilibrare i rapporti interni alla maggioranza.
Pressioni politiche e malumori interni
Un’operazione che, inevitabilmente, non lascerebbe soddisfatti tutti. Gli assessori eventualmente esclusi dal nuovo assetto non accoglierebbero certo con favore l’ipotesi di un ritorno a casa. Tuttavia, il rimpasto permetterebbe a Mancuso di rispondere alle forti pressioni politiche che in queste settimane stanno arrivando da più fronti.
Da un lato c’è Forza Italia, il gruppo che fa capo a Bernadette Grasso, che rivendica il posto lasciato libero da Barbuzza e spinge con decisione per l’ingresso in giunta di Antonio Vitale. Un nome che, secondo quanto filtra, sarebbe fortemente sostenuto anche ai livelli regionali, in particolare dall’assessore regionale alle Attività produttive Eddie Tamajo e dal politico messinese Giuseppe Picciolo, a conferma di come la partita abbia ormai travalicato i confini strettamente locali.
Dall’altro lato c’è la Lega, che dopo aver fatto un passo indietro sulla nomina di Alberto Ferraù – secondo quanto si racconta, invitato a rinunciare per motivi lavorativi – è tornata all’attacco avanzando una doppia richiesta: un assessorato per il consigliere comunale Salvatore Armeli e il ruolo di coordinatrice cittadina per Daniela Pilato.
L’incontro e le spinte esterne
Proprio quest’ultima richiesta sarebbe stata ribadita ieri nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, oltre al sindaco Mancuso, anche Calogero Pedalà, Salvatore Armeli, Alberto Ferraù e Daniela Pilato. Un confronto che conferma come le trattative siano entrate in una fase decisiva.
Va però sottolineato che, formalmente, la Lega non avrebbe molto da rivendicare, essendo già rappresentata in giunta dall’“intoccabile” Calogero Pedalà. Secondo indiscrezioni, infatti, la spinta per l’ingresso di Armeli nell’esecutivo comunale sarebbe arrivata dall’esterno: in particolare dal sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, oggi politicamente vicino all’amministrazione Mancuso, ma che in campagna elettorale era schierato con lo sfidante del primo cittadino, Paolo Starvaggi.
Lo scenario politico
Le prossime ore potrebbero essere decisive. Il sindaco è chiamato a una scelta che avrà inevitabili ripercussioni sugli equilibri politici locali, tra vecchie alleanze, nuove pressioni e la necessità di garantire stabilità amministrativa.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: Mancuso sceglierà la strada più semplice, limitandosi ad assegnare a Forza Italia la poltrona lasciata libera da Barbuzza, salvaguardando l’attuale assetto della giunta, oppure deciderà di azzerare tutto, sacrificando assessori in carica per aprire le porte dell’esecutivo a un ingresso fortemente preteso dalla Lega? Una scelta che rischia di trasformare un normale avvicendamento amministrativo in un regolamento di conti politico, mettendo alla prova la tenuta della maggioranza e la reale autonomia del sindaco di fronte a pressioni sempre più insistenti.




