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Sant’Agata perde un’altra occasione per la cultura: nessuna domanda al bando per le biblioteche

Le biblioteche comunali rappresentano uno dei presìdi culturali più importanti di ogni comunità. Sono luoghi aperti a tutti, dove si coltiva la conoscenza, si promuove la lettura e si rafforza la coesione sociale. In molti Comuni italiani, queste strutture sono al centro di progetti di rilancio e innovazione grazie ai fondi statali e regionali. A Sant’Agata, però, la situazione sembra diversa: le opportunità di finanziamento continuano a passare inosservate.

La Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali ha recentemente aperto la procedura per la presentazione delle domande di contributo destinati all’acquisto di libri, anche in formato digitale, ai sensi del Decreto ministeriale n. 272 del 5 agosto 2025. Il bando, pubblicato sul portale ufficiale del Ministero della Cultura (biblioteche.cultura.gov.it), consentiva di presentare le domande dal 29 settembre al 29 ottobre 2025, esclusivamente in formato digitale.

Le risorse messe a disposizione erano ingenti: 24,8 milioni di euro per il 2025 e 5,2 milioni per il 2026, cui si sono aggiunti altri 30 milioni di euro grazie al decreto-legge del 30 giugno 2025, n. 95. Possono accedere ai fondi le biblioteche statali, comunali e private senza fini di lucro già beneficiarie di contributi negli anni precedenti.

Tuttavia, parlando con i titolari di due cartolibrerie locali, emerge un dato sconfortante: da circa due anni il Comune di Sant’Agata non partecipa a nessun bando. Una scelta — o una dimenticanza — che ha generato malumore tra gli operatori del settore culturale e commerciale, i quali si sentono esclusi da opportunità di crescita e collaborazione.

E i fatti confermano queste impressioni: anche per il bando ministeriale 2025, ormai scaduto, Sant’Agata non figura tra i Comuni partecipanti. Un’altra occasione persa, che avrebbe potuto portare nuovi libri, fondi e strumenti digitali alla biblioteca comunale, oltre a rafforzare il legame con le librerie del territorio.

La cultura è un bene comune, e la biblioteca ne è il cuore pulsante. Per questo motivo, è legittimo che i cittadini si chiedano: perché Sant’Agata continua a restare indietro? Ogni bando perso è un’occasione mancata per migliorare gli spazi pubblici, ampliare l’offerta culturale e sostenere il diritto alla conoscenza.

In un periodo in cui le risorse per la cultura sono sempre più scarse, lasciare scadere bandi come questo significa rinunciare a investire nel futuro della comunità. Sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale chiarisse le ragioni di questa inattività e si impegnasse a cogliere le prossime opportunità, affinché la biblioteca di Sant’Agata torni a essere un punto di riferimento vivo e vitale per tutti i cittadini.

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