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Sant’Agata, polemica sulla bretella da 200 mila euro: tensioni politiche e sospetti sull’interrogazione di Ferraù

Non si placa la polemica sulla bretella di raccordo con l’asse mediano della SP Sant’Agata–AlcaraCesarò, nel tratto ricadente in C.da Orecchiazzi; opera pubblica dal costo di 200.000 euro, ormai al centro di un acceso dibattito tra amministrazione comunale, minoranza consiliare e cittadini. Dopo le critiche iniziali del Consigliere Giuseppe Puleo e il successivo intervento del Consigliere Alberto Ferraù, che in una interrogazione ha evidenziato rischi per la sicurezza stradale – la “carreggiata” dovrebbe avere una larghezza minima pari 5,50 metri (2,75 metri per ogni “corsia”), al netto delle “banchine” e dei marciapiedi – emergono ora importanti retroscena che aggiungono spessore e un po’ di pepe alla complessità al confronto pubblico e politico locale.

In particolare, tra diversi membri dell’intero Consiglio comunale e negli ambienti della città, circola forte il sospetto che l’intento reale di Alberto Ferraù non sia solo quello di garantire la sicurezza degli utenti della bretella – se pur ravvisabile – come egli formalmente afferma nella sua interrogazione ufficiale al sindaco, ma piuttosto di inibire il transito libero sulla strada o di limitarne la circolazione a un solo senso di marcia per un impegno specifico che il consigliere avrebbe preso nei confronti della consigliera Daniela Pilato, residente proprio su quella strada.

Con la sua interrogazione al sindaco, Ferraù mette dunque in discussione la legittimità dell’ordinanza n. 104/2025 e chiede la revoca immediata dell’atto per tutelare la sicurezza degli abitanti e dei pedoni. Ma nel frattempo, dietro le quinte, si profila un’altra partita politica: quella di mantenere la bretella quasi “inespugnabile” per i non residenti, perpetuando un controllo ristretto e selettivo del traffico. Ciò pone in luce come, dietro al pretesto della trasparenza e della sicurezza, si nascondano interessi particolari e divisioni politiche interne difficili da ignorare.

Ma la vicenda della viabilità si complica ulteriormente con un episodio di forte tensione dentro l’amministrazione comunale. Si sarebbe svolto infatti un “tavolo tecnico” – privo di verbale ufficiale – a cui hanno preso parte l’assessore Calogero Pedalà, il responsabile dell’Area V, l’ingegnere Amantea e il capo della Polizia Municipale Vitale. Da questo incontro è scaturita la decisione di revocare l’ordinanza che vietava il transito sulla bretella, istituendo contestualmente il divieto di sosta su entrambi i lati della strada e l’installazione della segnaletica verticale.

Il fulcro della polemica riguarda però proprio l’assessore Pedalà: la delega ufficiale alla viabilità spetterebbe all’assessore Domenico Barbuzza, il quale però non sarebbe stato né informato né coinvolto nella convocazione del tavolo tecnico. L’iniziativa “abusiva” di Pedalà, che avrebbe organizzato l’incontro e le decisioni senza nemmeno avvisare il sindaco Mancuso, ha scatenato un vero e proprio terremoto politico. Barbuzza, furioso per questa sovrapposizione di competenze, ha addirittura restituito la delega alla viabilità nelle mani del primo cittadino, segnando così una grave crisi all’interno dell’esecutivo comunale.

Nel contesto più ampio di una città che continua a soffrire per gravi carenze nei servizi essenziali quali approvvigionamento idrico, sicurezza, pulizia urbana e manutenzione, la vicenda della bretella diventa l’emblema di come le amministrazioni locali possano complicarsi la vita tra conflitti di deleghe, tensioni politiche personali e strategie nascoste.

La partita resta aperta. È vero che l’interrogazione di Ferraù solleva dubbi sull’eventuale illegittimità dell’atto amministrativo e invita l’Amministrazione a una rigorosa rivalutazione della gestione della nuova viabilità, nel rispetto della legge e dell’interesse pubblico. Ora, oltre a garantire la sicurezza e la piena funzionalità delle infrastrutture pubbliche, il Comune di Sant’Agata di Militello dovrebbe chiarire se l’interesse collettivo riuscirà davvero a prevalere sui potenziali giochi di potere interni e sulle contrapposizioni politiche, che rischiano di lasciare cittadini e visitatori intrappolati in strade ad uso esclusivo di pochi e in conflitti istituzionali.

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