Dopo mesi di silenzio sui social e lontano dalle consuete esternazioni pubbliche, Paolo Starvaggi torna a parlare ai cittadini santagatesi. E lo fa con un lungo videomessaggio che rappresenta molto più di una semplice presa di posizione da consigliere di minoranza: è, di fatto, l’apertura di una nuova stagione politica che guarda già al futuro della città e, inevitabilmente, alle prossime amministrative.
L’ex candidato sindaco, sconfitto da Bruno Mancuso nel 2023, rivendica innanzitutto la linea tenuta dalla minoranza in questi tre anni. Una scelta che definisce consapevole e responsabile: niente ostruzionismo, niente scontri pregiudiziali, ma un atteggiamento costruttivo volto a consentire all’amministrazione di operare nelle migliori condizioni possibili.
Secondo Starvaggi, però, quel credito politico concesso all’esecutivo sarebbe rimasto senza risposta.
Nel suo intervento il consigliere traccia infatti un bilancio severo dell’esperienza amministrativa guidata da Mancuso. Parla di una città «che cade a pezzi», di problemi rimasti irrisolti e di un progressivo allontanamento tra Palazzo e cittadini. Una critica che si concentra soprattutto sul metodo di governo, accusato di essersi chiuso in una dimensione autoreferenziale e poco incline al confronto.
Tra i passaggi più duri vi è quello relativo alla trasparenza amministrativa. Starvaggi denuncia presunti ostacoli incontrati nell’accesso agli atti e lamenta una generale chiusura nei confronti del ruolo di controllo esercitato dalla minoranza consiliare. Un tema che, se confermato, tocca uno dei pilastri fondamentali della vita democratica di qualsiasi ente locale.
Ma il cuore del messaggio non è tanto la critica quanto l’annuncio di una strategia politica diversa.
«Non basta più vigilare», sostiene in sostanza Starvaggi. Da qui la decisione di avviare una fase di confronto permanente con la città attraverso incontri pubblici, dirette Facebook, video e dibattiti. Un format che richiama apertamente la campagna elettorale del 2023, ma che questa volta viene presentato come uno strumento di partecipazione e costruzione collettiva, piuttosto che di semplice ricerca del consenso.
L’obiettivo dichiarato è riportare il dibattito fuori dalle stanze del municipio e rimettere al centro i cittadini. Una sorta di opposizione itinerante che punta a trasformare ogni problema irrisolto in un’occasione di confronto pubblico con l’amministrazione.
Le accuse al governo cittadino diventano particolarmente pungenti quando Starvaggi sostiene che l’attenzione dell’esecutivo si sia concentrata prevalentemente su questioni care a una ristretta cerchia di sostenitori, trascurando invece i grandi nodi dello sviluppo urbano e sociale. Un’affermazione destinata inevitabilmente ad alimentare il confronto politico nei prossimi mesi.
Al di là dei toni, tuttavia, il dato politicamente più rilevante emerge nella parte finale del videomessaggio.
Starvaggi non nasconde infatti la propria disponibilità a tornare in campo da protagonista. Anzi, dichiara apertamente di essere pronto a candidarsi nuovamente alla carica di sindaco. Ma, nello stesso tempo, apre alla possibilità di costruire dal basso un progetto più ampio, capace di individuare anche una figura diversa, purché autorevole e condivisa.
È un passaggio che lascia intravedere una strategia politica articolata: disponibilità personale, ma nessuna pretesa di leadership esclusiva. In altre parole, il consigliere sembra voler lanciare un cantiere politico che possa coinvolgere energie nuove, associazioni, giovani e cittadini interessati a un’alternativa amministrativa.
Da questo punto di vista il messaggio assume quasi i contorni di una chiamata alla mobilitazione civica più che di una semplice dichiarazione d’intenti.
Tre anni dopo la sconfitta elettorale, dunque, Starvaggi torna a occupare il centro della scena politica locale. Lo fa con un giudizio estremamente negativo sull’operato dell’amministrazione Mancuso, ma soprattutto con la volontà di costruire una proposta alternativa.
Se la città risponderà a questo appello lo si capirà nei prossimi mesi. Di certo il video segna la fine della fase attendista della minoranza e l’inizio di una campagna di confronto permanente che, a due anni dalle prossime elezioni, rappresenta già il primo vero atto della futura competizione politica santagatese.




