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Santo Stefano, crepe nel silenzio: l’ombra lunga dell’assenza di Pellegrino

C’è un silenzio che pesa più di mille parole, a Santo Stefano. Un’assenza discreta ma costante, che sta cominciando a sollevare più di un sopracciglio tra i corridoi del Palazzo e tra i cittadini più attenti. Da dicembre, da quel passaggio di consegne apparentemente pacifico tra Fausto Pellegrino e Santo Rampulla, nulla sembrava essersi incrinato. Eppure…

Quando a Pellegrino è stata tolta la delega di vicesindaco per riconoscere quel ruolo all’assessore Rampulla, il Sindaco Francesco Re ha agito nel pieno rispetto degli accordi preelettorali. E sembrava che Pellegrino, nonostante non avesse mosso un passo indietro, con maturità politica avesse onorato gli accordi. Ma qualcosa – oggi – sembra non tornare.

Da allora, infatti, l’ex vicesindaco non ha più messo piede in Consiglio Comunale e pare neppure alle riunioni di Giunta. Non una volta. La domanda ora brucia sulle labbra di molti: perché?

Certo, l’assessore Pellegrino continua a mantenere le sue deleghe, continua a lavorare, a contribuire all’attività amministrativa. Nessuna defezione ufficiale, nessun ammutinamento formale. Ma il Consiglio è vuoto della sua voce, della sua presenza. Una latitanza silenziosa che stride con l’immagine di lealtà politica che fino a pochi mesi fa sembrava scolpita nella roccia.

Il campanello d’allarme: il sito archeologico

Il campanello d’allarme è suonato quando è comparsa la seconda convocazione su un tema a lui caro, quasi personale: la valorizzazione del sito archeologico di contrada S. Maria del Vocante, un tesoro greco-normanno che Pellegrino seguiva con passione sin dal lontano 2008.

Eppure, nemmeno su questo, Pellegrino ha fatto sentire la sua voce in aula. Nessuna dichiarazione. Nessuna presenza. Solo un messaggio di giustificazione, in quanto pare impegnato in un meeting lavorativo-culinario presso la sua residenza in c.da Felicita, nota zona di villeggiatura per gli stefanesi.

Dietro il silenzio

Coincidenza o segnale? Che il cambio di poltrona – per quanto previsto – abbia lasciato strascichi sottotraccia? Che si sia incrinato qualcosa nel patto interno alla maggioranza guidata da Francesco Re? Oppure è un messaggio silenzioso, un modo per dire “non ci sto” senza alzare la voce?

E qui sorge un’altra domanda, forse la più inquietante:
se esistono tensioni interne alla Giunta, perché manifestarle proprio con l’assenza dal Consiglio Comunale?

È lì che si discute il destino del paese, è lì che si dovrebbe dare esempio di compattezza e trasparenza. Il sindaco Re tace, Rampulla lavora, Pellegrino opera ma non parla. Un triangolo politico dove manca la parola, e il silenzio comincia a fare rumore.

La voce dell’opposizione

In un momento storico in cui la trasparenza è la moneta più preziosa della politica, l’assenza di risposte rischia di diventare una presenza ingombrante. I cittadini iniziano a chiedersi cosa stia realmente accadendo dentro le stanze del potere stefanese. Per ora, nessuna rottura ufficiale, nessun terremoto. Ma le crepe, si sa, cominciano sempre in silenzio.

E se davvero fosse la fine di un’era per Fausto Pellegrino, non sarà certo il passaggio di una delega a decretarlo, ma il modo in cui sceglierà di rispondere – o di non rispondere – a questa lunga, enigmatica assenza.

I primi a rompere il silenzio sono stati proprio i consiglieri del gruppo di opposizione “Noi per Santo Stefano”. Il consigliere Lucifaro, nell’ultima seduta di consiglio dedicata al sito archeologico e convocata su richiesta del gruppo di minoranza, constatata l’ennesima assenza dell’Assessore Pellegrino lo ha invitato alle dimissioni, augurando inoltre l’approvazione della legge sul “terzo mandato” che consentirebbe al Sindaco Re di ricandidarsi. Un modo per permettere a chi, tra la maggioranza del sindaco Re, “ha velleità di candidarsi” di dimostrare coraggio e schierarsi contro l’attuale primo cittadino.

Il dibattito è aperto, le domande restano sul tavolo. Nel Palazzo, tra gli abitanti e nei cuori degli stefanesi serpeggia l’attesa di una parola, di un gesto, di un segnale. Perché, quando il silenzio si fa pesante, a volte basta una voce per far tremare le mura più solide.

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